L’ossessionante martellamento implicito contro chi difende la Dottrina” di Finan Di Lindisfarne

Continua l’inesorabile, imprecisa, superficiale e nauseante retorica dell’accoglienza incondizionata.

http://www.lastampa.it/2017/09/09/vaticaninsider/ita/vaticano/la-chiesa-non-nostra-di-dio-per-tutti-c-posto-CiJwvt5zmIUTlxUBS5sU5M/pagina.html

Sono sempre chiaramente i soliti portavoci di questo regime -che sicuramente un giorno, ne sono fiducioso, conteranno come il due di picche- a insistere con i soliti slogan, che quasi quasi mi fanno preferire “l’esercito del selfie”. Scusate la triste ironia, ma i tempi sono questi.

Di nuovo viene presentato un Gesù a buon mercato, un bonaccione, che sembra di immaginarselo sulla spiaggia tra una chitarra e una birra in bottiglia fare quei consueti discorsi della serie “semo tutti fratelli”.

Io personalmente ho una visione diversa di Gesù.
Non sono andato a verificare tutto il discorso del Pontefice, mi basta la ‘visione d’insieme’ che ne fa il giornalista (che ben conosciamo). Il quale rientra nella lista degli Omissis: come vedete non lo nomino di proposito.

Ecco i punti salienti che Omissis (il giornalista) estrapola dal discorso di Omissis (quello più alto in grado):

…«La Chiesa non è nostra, è di Dio. Per tutti c’è posto» e «tutti sono invitati a trovare qui e tra noi il loro nutrimento». La relazione con Dio «non può essere un freddo attaccamento a norme e leggi, né tantomeno un compiere certi atti esteriori. Non possiamo essere cristiani che alzano continuamente il cartello “proibito il passaggio”»…

…Gesù spiegava ai dodici che «obbedire è camminare dietro a Lui, e che quel camminare li poneva davanti a lebbrosi, paralitici, peccatori. Questa realtà domandavano molto più che una ricetta, una norma stabilita», a coloro che invece si sentivano sicuri seguendo «alcuni precetti, divieti e comandi». «Per il Signore, anche per la prima comunità – afferma Francesco – è di somma importanza che quanti ci diciamo discepoli non ci attacchiamo a un certo stile, a certe pratiche che ci avvicinano più al modo di essere di alcuni farisei di allora che a quello di Gesù»…

Dopo aver notato che la libertà di Gesù si contrappone alla mancanza di libertà dei dottori della legge di quell’epoca, paralizzati da un’interpretazione e da una pratica rigoristica della legge, Bergoglio osserva che Gesù «non si ferma ad un’attuazione apparentemente “corretta”» ma «porta la legge al suo compimento e perciò vuole porci in quella direzione, in quello stile di sequela che suppone andare all’essenziale, rinnovarsi e coinvolgersi»

Tre sono gli atteggiamenti del discepolo, spiega Francesco. Il primo è «andare all’essenziale», che «non vuol dire “rompere con tutto” ciò che non si adatta a noi, perché nemmeno Gesù è venuto ad abolire la Legge, ma a portarla al suo compimento. È piuttosto andare in profondità, a ciò che conta e ha valore per la vita. Gesù insegna che la relazione con Dio non può essere un freddo attaccamento a norme e leggi, né tantomeno un compiere certi atti esteriori che non portano a un cambiamento reale di vita. L’essere discepoli non può diventare «una consuetudine, perché abbiamo un certificato di battesimo, ma deve partire da un’esperienza viva di Dio e del suo amore».

«Il discepolato – dice ancora il Papa – non è qualcosa di statico, ma un continuo movimento verso Cristo; non è semplicemente attaccarsi alla spiegazione di una dottrina, ma l’esperienza della presenza amichevole, viva e operante del Signore, un apprendistato permanente per mezzo dell’ascolto della sua Parola. E tale Parola, lo abbiamo ascoltato, ci si impone nei bisogni concreti dei nostri fratelli».

«La Chiesa – ha aggiunto a braccio – non è una dogana, ha la propria porta aperta perché il cuore di Gesù non è solo aperto, ma trafitto per l’amore che si è fatto dolore». «Non possiamo – ha continuato – essere cristiani che alzano continuamente il cartello “proibito il passaggio”, né considerare che questo spazio è mia proprietà, impossessandomi di qualcosa che non è assolutamente mio»…

Il martellamento è continuo.
Omissis è seriamente infastidito non dalle persone che difendono la Dottrina, MA EVIDENTEMENTE DALLA DOTTRINA STESSA.

Perchè è la stessa Dottrina che APRE A TUTTI, MA ALLO STESSO TEMPO CHIUDE IMMEDIATAMENTE LA PORTA qualora L’UOMO NON ACCETTI LA LEGGE DI DIO.

Quindi, come sempre, il discorso che viene fatto dal Papa è giusto in parte. Anzi, è giusto solamente se si aggiunge questo importantissimo aspetto. L’assenza di questa aggiunta rende ERRATO il discorso che viene fatto. Lo rende ambiguo e interpretabile come UNO SDOGANARE QUALSIASI COMPORTAMENTO MORALE E -PEGGIO ANCORA- EQUIPARA LA RELIGIONE CATTOLICA A QUALSIASI ALTRA FORMA DI RELIGIONE.

Pertanto io mi metto nella lista di quelli che ALZANO IL CARTELLO con scritto “PROIBITO IL PASSAGGIO”.

E me na vanto carissimi.

Perchè se non abbiamo come fondamento innanzitutto una scrupolosa e zelante riflessione su TUTTO IL VANGELO (non solo i lebbrosi e il problema sociale), TRASCURIAMO NUMEROSI ASPETTI CRUCIALI DELLA VITA CRISTIANA.

Quello che trovo inattettabile è la continua campagna denigratoria, che vuole farci passare come persone “malate di mente”, come ottusi e tutto il resto.

Evidentemente lo stesso giornalista, invece, si sentirà “tra i giusti”. (Vedremo chi sarà stato fariseo)

Io invece mi sento un peccatore. E lo sono. E lo siete tutti.

Ma mi sentirei ancora più peccatore se cercassi con manovre astute di insabbiare gli insegnamenti della Chiesa per un non ben definito progetto di accoglienza del tutto umano.

Ed è lo stesso Gesù che PIU’ VOLTE ha alzato il cartello con scritto “PROIBITO IL PASSAGGIO”.

Lo ha fatto sempre. E lo hanno fatto giustamente tutti i Papi, tranne l’attuale. Saranno stati tutti malati di mente dall’anno 33 in poi?

Il Signore ha chiamato tutti, ma ha ribadito l’esistenza dell’inferno (leggasi il passo di Lazzaro e il ricco epulone), ha insistito sulla possibilità di andarci, ha definito in modo categorico il concetto di adulterio (senza fronzoli), ha lasciato che molti si alzassero e se ne andassero.

Avrebbe forse Gesù permesso un documento come Amoris Laetitia o avrebbe preso tutti a pedate nel sedere come ha fatto nel tempio? Io me lo sono chiesto.

Non vedo alcuna coerenza tra il criterio del Signore e questa neo-chiesa sincretista.

Gesù ha chiamato TUTTI. E non ha escluso nessuno. Ma ha ribadito ECCOME LE LEGGI DI DIO!

Omissis insiste nel voler paragonare chi difende la Dottrina ai farisei dell’epoca.
Intanto non ha nemmeno risposto ai suoi più vicini collaboratori, gente illustre e degna, come il Cardinal Cafarra. E per un sillogismo perfetto ha dato del fariseo e del malato di mente anche a questo grande Cardinale con la sua indifferenza.

Forse questo non è alzare ponti?

Santità, a che gioco giochiamo?
Mi piacerebbe comprendere perché è così infastidito da chi difende la Dottrina: forse perché sono gli unici rimasti a non essere complici nella totale demolizione del Cattolicesimo di sempre?

Come si può banalizzare il Sacramento del Battesimo a un certificato? Perchè seguita a prendersela con i Cattolici e invece alliscia continuamente i nemici di Cristo e della sua Chiesa?

Perchè? Perchè? Perchè?

 

Finan Di Lindisfarne

 

 

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