Il marchio della bestia (Ap 13,16-17)” di Fra Cristoforo

Inoltrarsi nella lettura del libro dell’Apocalisse è come entrare in un ginepraio. Chi ha qualche infarinatura in materia di Bibbia sa benissimo che il linguaggio di tale Libro risulta molto criptico e a tratti enigmatico. Penso che solo attraverso la preghiera e una grande Luce dello Spirito Santo si riesca a comprenderne una minima parte. Il Libro dell’Apocalisse di San Giovanni tratta appunto dei tempi ultimi. Di ciò che dovrà succedere nell’imminente ritorno di Gesù Cristo. Come avrete notato in questo periodo sto analizzando insieme a voi alcuni passi dell’Antico e Nuovo Testamento che ci aiutano a capire meglio la realtà che stiamo vivendo. E’ impressionante come queste Parole siano Vere e si stiano realizzando pian piano davanti ai nostri occhi. Non è facile per me scrivere su questi temi. Devo infatti prima dedicare molto tempo alla preghiera, non solo per essere illuminato, ma anche per essere “protetto” dalla Madonna. Perchè quando mi accingo a scrivere queste righe, vengo profondamente attaccato dal demonio in ogni maniera. E solo la preghiera, e la statuetta della Madonna di Guadalupe che porto sempre con me mi aiutano a portare a termine ogni volta queste riflessioni. Non so per quanto il Signore voglia tenere vivo il nostro blog. Vi chiedo pertanto di conservare questi articoli biblici, perché forse, un giorno, ci serviranno. Premetto anche che io non sono nessuno. Sono Sacerdote per Grazia di Dio, e sicuramente il Signore sta usando la mia pochezza per trasmettere, con tutti i miei limiti, la Sua Parola. In questo contesto anche gli Spifferi hanno un senso. Dal Vaticano sappiamo che non sono per nulla felici che “spifferiamo” quello che accade a Santa Marta. Ma anche questo fa parte della nostra missione.

Detto questo andiamo al brano in questione. Il testo di Ap 13,16-17 è questo:

καὶ ποιεῖ πάντας, τοὺς μικροὺς καὶ τοὺς μεγάλους, καὶ τοὺς πλουσίους καὶ τοὺς πτωχούς, καὶ τοὺς ἐλευθέρους καὶ τοὺς δούλους, ἵνα δῶσιν αὐτοῖς χάραγμα ἐπὶ τῆς χειρὸς αὐτῶν τῆς δεξιᾶς ἢ ἐπὶ τὸ μέτωπον αὐτῶν, καὶ ἵνα μή τις δύνηται ἀγοράσαι ἢ πωλῆσαι εἰ μὴ ὁ ἔχων τὸ χάραγμα, τὸ ὄνομα τοῦ θηρίου ἢ τὸν ἀριθμὸν τοῦ ὀνόματος αὐτοῦ”.

Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome”.

La parte che ci interessa è questa: “ ἵνα δῶσιν αὐτοῖς χάραγμα ἐπὶ τῆς χειρὸς αὐτῶν τῆς δεξιᾶς ἢ ἐπὶ τὸ μέτωπον αὐτῶν” – “ricevessereo un marchio sulla mano destra e sulla fronte”.

Naturalmente qui San Giovanni parla del “marchio della bestia”, che approfondiremo meglio in un altro articolo analizzando il v. 18 dove si esprime nel numero 666.

Ora ci interessa comprendere che questo “marchio” è il “sigillo dell’apostasia”, che viene ricevuto da coloro che servono “l’anticristo”, sulla mano destra e sulla fronte.

Sappiamo molto bene che il demonio ha voluto sempre scimmiottare Dio. E rivolge le sue perversioni cercando di imitare l’Opera di Dio. San Giovanni, essendo ebreo e conoscendo bene l’Antico Testamento, aveva molto chiaro questo aspetto. Dov’è che Satana vuole imitare Dio con questo “marchio”? E’ spiegato a chiare lettere in Dt 6,8, quando il Signore consegna a Mosè la Sua Legge, e nello Shemà (la sintesi ebraica di tutti i Suoi Precetti) raccomanda che le Sue Parole siano legate nella “mano” e in “mezzo agli occhi”. Più precisamente il testo in ebraico è: “ וּקְשַׁרְתָּ֥ם לְא֖וֹת עַל־יָדֶ֑ךָ וְהָי֥וּ לְטֹטָפֹ֖ת בֵּ֥ין עֵינֶֽיךָ׃ ” – “Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi”.

Il Signore dunque raccomanda che la Sua Legge, la Sua Verità, stiano sempre sulla fronte e sulla mano dei Suoi figli. Cosa significa ciò? Vuol dire che Dio vuole che la Sua Parola, la Sua Verità sia sempre nel nostro pensiero (tra gli occhi – fronte), e nelle nostre azioni (mano). Ogni nostro pensiero e ogni nostra azione deve avere come fondamento la Sua Legge. Questo è il significato.

Allo stesso modo, il demonio vuole che il suo “marchio”, ovvero la sua apostasia, stia sulla fronte e sulla mano. Che il pensiero di coloro che lo serviranno sia “apostasia”, e che anche le azioni dunque e le scelte siano frutto della stessa “apostasia”.

Molti hanno ipotizzato che tale “marchio della bestia” potesse essere un microchip posto nel polso ecc… Io non propendo per questa spiegazione. Il marchio è l’apostasia in se, nella mente e nelle azioni. E come il “Sigillo di Dio” è visibile dai pensieri dalle scelte e dalle azioni di una persona, così il “marchio della bestia” si rende visibile dai “pensieri, dalle scelte e dalle azioni” di una persona. Provate a pensare solo all’articolo di ieri dei Sacerdoti del Triveneto (https://anonimidellacroceblog.wordpress.com/2018/01/16/migranti-ecologia-e-dolce-morte-i-contenuti-grotteschi-della-lettera-di-natale-dei-preti-del-triveneto-di-fra-cristoforo/), o a Mons. Paglia che invoca lo spirito di Pannella (http://www.lamadredellachiesa.it/mons-paglia-su-pannella-lo-spirito-di-marco-ci-aiuti-a-vivere-in-quella-stessa-direzione/), o al Padre Generale dei Gesuiti che non crede alla Parola di Dio (https://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/02/22/news/arturo-sosa-abascal-sinodo-chiesa-cattolica-matrimonio-famiglia-gesu-relativismo-121886/), per non pensare a Bergoglio che ha letteralmente intronizzato la statua di Lutero in Vaticano (https://www.antoniosocci.com/bergoglio-nel-giorno-della-madonna-fatima-oscurata-entrare-trionfalmente-vaticano-la-statua-lutero-piu-grande-eretico-un-santo-la-notte-h/), ma potrei citarne tantissimi. Sono “pensieri”, “scelte” e “azioni” che indicano una profonda “apostasia”. E’ il marchio della bestia. E’ visibile. Credo sia palese a tutti.

Il versetto successivo (17) dice poi: “καὶ ἵνα μή τις δύνηται ἀγοράσαι ἢ πωλῆσαι εἰ μὴ ὁ ἔχων τὸ χάραγμα” – “e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio”.

Nel tempo della “bestia” questo “comprare” o “vendere” è molto significativo. Non credo sia da intendersi semplicemente con la compravendita materiale. Ma molto di più. Uno può avere “campo libero” SOLO SE ABBRACCIA L’APOSTASIA! Come vi spiegate che molti Prelati e anche semplici Sacerdoti, che manifestano palesemente ERESIE di ogni genere, continuano a svolgere il loro incarico, indisturbati e mai ripresi, proseguendo a seminare errori, eresie e perversioni? Chi invece rimane fedele al Vangelo di Gesù Cristo e alla Vera Dottrina della Chiesa Cattolica è perseguitato, licenziato o isolato? Chi semina errore ha “campo libero”. Chi semina Verità è emarginato e perseguitato. E’ una realtà che ormai abbiamo davanti agli occhi ogni giorno.

Sono visibilissimi, a parer mio, coloro che hanno il “marchio della bestia”. E purtroppo anche tra semplici fedeli, che quotidianamente vengono ingannati.

Non ci resta che tenerci lontani da questa apostasia. Come ho ripetuto più volte negli articoli precedenti l’unico modo è rimanere aggrappati a Gesù Eucaristia. Il Santo Sacrificio e l’adorazione Eucaristica. Cercate Santi Sacerdoti. Anche se sono perseguitati e isolati. Stanateli. Partecipate alla loro Messa. Ascoltate i loro consigli. Perché questi saranno i profeti degli ultimi tempi. Coloro che resteranno fedeli al Sacrificio di Cristo.

Lo spartiacque si avrà con l’avverarsi dell’ultimo Spiffero. Il giorno in cui Bergoglio deciderà di promulgare una “professione di fedeltà” al suo magistero (https://anonimidellacroceblog.wordpress.com/2018/01/08/spifferi-parte-lvii-il-pericolo-dello-scisma-di-fra-cristoforo/). Sarà in quel momento che verranno fuori i Veri Consacrati. Quelli fedeli a Gesù.

In seguito preparerò un articolo sul significato del v. 18, se Dio lo vorrà. Che riguarda il nome e il numero della “bestia”.

Intanto ogni commento, aggiunta, completamento è fortemente gradito.

Qualcuno penserà che sono da TSO. Ma mi rincuora quella Parola che dice: “Ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini” 1 Cor 1,25.

Fra Cristoforo

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