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“SCANDALOSO: Andrea Grillo presenta l’articolo di un Sacerdote Teologo educatore di un seminario. L’Eucaristia ridotta ad un atto di ‘erotismo’. Chiediamo l’intervento della Santa Sede” di Fra Cristoforo

SCANDALOSO: Andrea Grillo presenta l’articolo di un Sacerdote Teologo educatore di un seminario. L’Eucaristia ridotta ad un atto di ‘erotismo’. Chiediamo con urgenza l’intervento della Santa Sede” di Fra Cristoforo

Questo è troppo! Questi sono pazzi! E’ una follia! Abbiamo parlato diverse volte delle castronerie sul Sacramento dell’Eucaristia che scrive Andrea Grillo. Ma questa di oggi le supera tutte. FATE GIRARE IN TUTTO IL MONDO QUESTO ARTICOLO! Perché anche le pietre devono sapere dove stanno portando la Chiesa questi scellerati!

Il “teologo” Grillo nel suo blog ieri ha postato un articolo di Manuel Belli, che è insegnante di Teologia Sacramentaria al Seminario di Bergamo ed è anche educatore dei seminaristi della stessa città.

Il titolo dell’ articolo di don Belli è: “Eucaristia. Corpo, pasto ed eros”. Già leggendo il titolo si capisce il programma, e dove vuole andare a parare questo sedicente “teologo”. Il link è questo http://www.cittadellaeditrice.com/munera/nuova-teologia-eucaristica-1-corpo-pasto-e-eros-di-manuel-belli/.

Sulla parte del Corpo di Cristo questo energumeno dice: “spesso nella tradizione abbiamo rischiato di porre talmente tanta enfasi sull’idea che quel pane e quel vino non sono più tali ma corpo e sangue di Gesù e sul fatto che i sensi non devono ingannare anche se vedono solo pane e vino che abbiamo rischiato di pensare in modo un po’ magico alla realtà della presenza del corpo di Cristo (…) Noi viviamo di simboli. E il corpo di Gesù non è altro rispetto a un buon pane spezzato”.

Questa è APOSTASIA allo stato puro. Credere nella Presenza Reale è magia? Il Corpo di Cristo non è altro che semplice pane? Questi sono completamente impazziti! Questi sono i teologi dei miei stivali! E’ grazie a questo tipo di “teologia” che stanno preparando la messa ecumenica! Ma il peggio deve ancora venire. Leggete cosa scrive in merito al “pasto”:

La messa è un pasto ritualizzato (…) Ma non possiamo dimenticare che a Messa ci sediamo a tavola con altri. Anche la dimensione comunitaria non è di poco conto. La prima cosa che accade partecipando all’eucaristia è che ci si ritrova: la celebrazione inizia proprio con l’atto di radunarsi”. Il Santo Sacrificio di Cristo ridotto ad un “pasto ritualizzato”. Qui non basta neppure il manicomio. Sono imbevuti completamente di luteranesimo. E lo insegnano ai SEMINARISTI!!! Che dovrebbero essere i futuri Sacerdoti! Sono profeti dell’anticristo! Questi HANNO IL MARCHIO DELLA BESTIA!

MA LA COSA PIU’ GRAVE E DIABOLICA ARRIVA QUI ALLA FINE DELL’ARTICOLO di don Belli. Sull’accostamento dell’Eucaristia all’erotismo. Leggete:

Prendi, questo è il mio corpo” e’ una frase che senza nessuna difficoltà potrebbe essere contestualizzata in quello che un uomo dice alla sua donna o viceversa. Scrive T. Radcliffe: «Vorrei parlare dell’ultima cena e della sessualità. Può sembrare un po’ strano, ma pensateci un momento. Le parole centrali dell’Ultima Cena sono state: “Questo è il mio corpo, offerto per voi”. L’eucarestia, come il sesso, è centrata sul dono del corpo (…)Comprendiamo l’eucarestia alla luce della sessualità e la sessualità alla luce dell’eucarestia.
C’è dunque una componente erotica dell’eucaristia che non deve essere trascurata. Tra due amanti c’è un codice del corpo che eccede l’ordine delle parole”.

Erotismo, sesso, amanti??? Accostare l’Eucaristia a tutto ciò è UNA BESTEMMIA! Ma per chi hanno preso Gesù Cristo??? Questa è PERVERSIONE BELLA E BUONA! E questa gente si compiace delle schifezze che riesce a scrivere! Solo il demonio può avere interesse a divulgare questo tipo di “teologia”. E’ scandaloso che questi villani siano insegnanti di Teologia e per di più educatori di seminari!

Manderemo una mail alla Segreteria di Stato Vaticano e una alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Vi prego di inviare TUTTI la vostra denuncia a questo schifo. INTASIAMO la Posta Elettronica del Vaticano.

Email Segreteria di Stato: vati023@genaff.segstat.va

Email: Congregazione Dottrina della Fede: cdf@cfaith.va

 

FATE GIRARE QUESTO ARTICOLO SU TUTTI I SITI E I SOCIAL! Tutti i fedeli DEVONO SAPERE che è in atto L’ERESIA DEVASTANTE!

Fra Cristoforo

Ecco l’articolo intero:

In un post di alcune settimane fa (qui) identificavo una serie di limiti nel linguaggio teologico della tradizione cattolica, legato ad una comprensione statica e astratta della presenza del Signore Gesù Cristo, del suo corpo e del suo sangue, nella cena eucaristica . In seguito a ciò ho pensato di aprire una rubrica, intitolata “Nuova teologia eucaristica”, in cui ospitare una serie di contributi, che possano delineare i percorsi nuovi a cui si è aperta la ricerca teologica e la esperienza ecclesiale degli ultimi decenni. Per rinnovare una antica tradizione teologica, che ha bisogno, oggi come sempre, di tanta pazienza e di altrettanto coraggio. Il primo testo che vorrei presentare è di Manuel Belli, professore di teologia sacramentaria al Seminario di Bergamo e formatore della comunità del Seminario. Di cui ricordavo già, in quel testo, l’importante dottorato sulla recezione della fenomenologia francese nella teologia sacramentale contemporanea. (Andrea Grillo)

EUCARISTIA: CORPO, PASTO ED EROS

di Manuel Belli

Credo si possa dire con una buona approssimazione che il Concilio di Trento ha rappresentato per mezzo millennio lo scheletro di ogni discorso cristiano sull’eucaristia. Trento infatti ha elaborato due documenti di tematica eucaristica: uno sulla presenza di Cristo e uno sul sacrificio eucaristico (a cui aggiungere uno sulla comunione eucaristica). Tutto questo con buone ragioni storiche e fattuali. Dal punto di vista storico il Concilio risponde alle tre contestazioni dei riformatori riproponendo con equilibrio la dottrina tradizionale sull’eucaristia. I temi della presenza reale e del sacrificio non sono inoltre casuali: di fatto si può dire che nei quindici secoli precedenti la trasformazione del pane e del vino e l’attuazione del sacrificio di Cristo hanno catalizzato diversi interessi riflessivi. La stagione manualistica della teologia ha tramutato i due decreti tridentini nell’indice dei trattati teologici sull’eucaristia. Con risultati interessanti, ma con il rischio di giungere ad una sorta di “estenuazione” della riflessione. Agli inizi del XX secolo le istanze del movimento liturgico indicano alla teologia l’urgenza di mettere a tema altri temi che la riflessione aveva presupposto (e qualche volta rimosso), inerenti al fatto che l’eucaristia non è solo il “frutto” di una celebrazione, ma essenzialmente è un rito. Sacrosanctum Concilium ci ricorda infatti che le categorie di interpretazione teologica non sono l’unico luogo di comprensione dell’eucaristia, la quale essenzialmente può essere considerata “nei suoi riti e nelle sue preghiere”.
Non è allora questione di “dire diversamente” o addirittura “contro” rispetto ai contenuti classici sul trattato dell’eucaristia, ma di iniziare a dire “altro”. La dottrina della transustanziazione e del sacrificio eucaristico ci consegnano delle valide risposte alla questione sul “cosa è” l’eucaristia. Resta inevasa la questione sul “cosa accade” nell’eucaristia. Se abbiamo parole per comprendere l’identità dell’eucaristia, non sempre abbiamo strutture di pensiero per adeguare le dinamiche eucaristiche. In un’immagine: la storia del trattato eucaristico è paragonabile ad una macchina fotografica (attenta a restituire le statiche), mentre le esigenze evidenziate dal Movimento Liturgico chiedono di usare anche la macchina da presa.
Ovviamente le riflessioni che seguono non hanno un carattere definitivo e sistematico: a partire dalla lettura di un prezioso libro di Emmanuel Falque (Les Noces de l’Agneau) il tentativo è quello di riflettere su tre parole, dall’alto peso filosofico e antropologico, che possono aiutare nel coglimento di dinamiche eucaristiche. Non sono riflessioni “contro” alcuna dottrina classica… semmai sono “contro una teologia del contro” che, se prova ad avventurarsi su terreni inediti, legge immediatamente polemica ed eterodossia. Provare a sondare con cognizione alcune possibilità è un modo per onorare il patrimonio che ereditiamo e spingersi verso le domande degli uomini e delle donne del nostro tempo. Del resto se l’eucaristia è ciò che ci è dato per accompagnarci “in attesa della sua venuta”, non è così per le diverse teologie: la teologia, se mancasse di rendere ragione alle domande degli uomini e delle donne del tempo presente, non avrebbe senso di esistere. Così fece Tommaso, che ebbe il coraggio di rivolgersi a pensieri filosofici addirittura arditi per i contemporanei. Così dovremmo sempre fare noi, per onorare la grande tradizione che ci precede e continuare a renderla eloquente.

CORPO – Quando celebriamo l’eucaristia occorre prendere con serietà la parola “questo è il mio corpo”. La tradizione cattolica usa la nozione “transustanziazione” per esprimere che quel pane e quel vino non sono più tali, ma sono diventati il corpo e il sangue del Signore. Non è certamente questa la sede per lanciarci in improbabili dissertazioni sulla nozione di transustanziazione. Vorremmo però attenerci a un livello di costatazione: non è difficile naufragare in considerazioni semi-magiche: «Il prete dice “questo è il mio corpo”; io non vedo e non tocco nessun corpo ma solo del pane e del vino; prendiamola per buona!». Non dobbiamo nascondercelo: spesso nella tradizione abbiamo rischiato di porre talmente tanta enfasi sull’idea che quel pane e quel vino non sono più tali ma corpo e sangue di Gesù e sul fatto che i sensi non devono ingannare anche se vedono solo pane e vino che abbiamo rischiato di pensare in modo un po’ magico alla realtà della presenza del corpo di Cristo. La dottrina classica distingueva “sostanze” e “accidenti”, esaltando la prima e mettendo un po’ in sordina i secondi. Ma siamo così certi che una riabilitazione degli “accidenti” eucaristici debba necessariamente disonorare la dottrina eucaristica.
Proviamo a fare una riflessione: cosa significa vedere un corpo? Ipotizziamo di trasferirci in un reparto di ostetricia. Un’infermiera che guarda questi corpicini potrebbe avere un giustificato sguardo preoccupato: è lecito pensare che veda una ventina di pannolini da cambiare, lenzuola da lavare e medicine da somministrare! Dall’altra parte del vetro ci sono le mamme che vedono gli stessi corpicini, ma con uno sguardo totalmente diverso: vedono dei figli! Noi non vediamo mai un corpo come insieme di cellule: abbiamo sempre uno sguardo simbolico sui corpi.
Una storia un po’ triste potrebbe aiutarci a comprendere meglio. Un padre era stato deportato in campo di concentramento con la figlia, che però non è sopravvissuta al terribile viaggio. Il padre, prima di separarsi dal corpo della figlia, ha strappato un bottone dal suo cappotto e l’ha portato con sé. Quando si è dovuto a sua volta spogliare e le guardie gli hanno intimato di aprire la mano che stringeva il bottone, egli si è rifiutato e ha pagato con la vita questo rifiuto. La guardia ha preso il bottone dalla sua mano e l’ha gettato via con disprezzo. Ora, cosa era per quel padre quel bottone, se non il corpo della figlia? Forse, senza evocare un caso così drammatico, tutti abbiamo nei nostri cassetti o nei nostri diari quel biglietto di autobus, quell’oggetto, quella lettera che ti ricorda quella tal persona a cui sei affezionato. Non è un po’ il suo corpo, ciò che ti lega a lei nell’attesa di un incontro?
In questa prospettiva la celebrazione della messa non è solo una sorta di inspiegabile magia in cui si rende presente il corpo della divinità. Dipende tutto da come guardi quel pane: con l’occhio dell’amore può succedere almeno quello che è successo per quel padre e il bottone della figlia. È tutto ciò che abbiamo del corpo di Gesù, e non è poco. Solo un vuoto intellettualismo potrebbe pensare che un simbolo è soltanto una realtà di serie B. Noi viviamo di simboli. E il corpo di Gesù non è altro rispetto a un buon pane spezzato. È difficile immaginare cosa vedremo quando potremo veramente contemplare il corpo del Signore, ma forse non vedremo qualcosa di molto diverso rispetto a un pane spezzato e a un buon calice di vino. Forse non vedremo quante rughe aveva Gesù o che numero di scarpe portava, ma questo importa? Sarebbe come vedere il corpicino di un neonato e fermarsi allo sguardo dell’infermiera che quantifica medicine e pannolini. Vedremo certamente un corpo completamente trasformato e trasfigurato nell’amore, che nel pane spezzato è perfettamente compendiato.
Un’ultima riflessione: dicevamo prima che per Paolo, in virtù dell’azione dello Spirito Santo, noi diventiamo il corpo di Cristo. Sant’Agostino, con la sua grande profondità, diceva che durante l’eucaristia noi “riceviamo ciò che siamo”. Chi ci vede a cosa ci accosterebbe? Quale simbolo ci esprimerebbe? Siamo simili ad un buon boccone di pane e a un buon sorso di vino? Perché l’amore assimila, e essere assimilati da Gesù significa che anche il nostro corpo è chiamato a trasfigurarsi. Ci sono occhi, mani, rughe e posture di persone che incontriamo che sono completamente trasformate da una vita di dedizione e di amore, e sguardi invece spenti da storie di dolore e di tristezza. Il nostro corpo porta scritta la nostra storia. Uno sguardo come quello di Madre Teresa di Calcutta, di Giovanni Paolo II o di frère Roger di Taizè non sfigurano accanto all’eucaristia. E il nostro sguardo?

PASTO – La messa è un pasto ritualizzato. Vero: possiamo fare molto meglio nella celebrazione perché questa dimensione divenga particolarmente evidente. Siamo confortati dalla tradizione: san Paolo parla del “radunarsi” della comunità come linguaggio “tecnico” per alludere alla celebrazione eucaristica. “Ritrovarsi per spezzare il pane” era il modo con cui gli antichi esprimevano ciò che noi diciamo con “messa”.
A messa prima di tutto si mangia. E l’uomo non è solo un essere che si nutre. Il mangiare umano è molto più ricco: non esiste legame con la nutrizione che non implichi la questione del senso. Scegliere di sedersi a tavola o disertare il tempo del pasto, mangiare da soli in un fast food o sedersi con persone amate in un ristorante raffinato, scegliere di non mangiare e non riuscire più a scegliere di mangiare, cucinare e godere della cucina di altri, sentire il fastidio della fame e il desiderio di saziarla o provare un pericoloso piacere nel godere a oltranza della fame: sono tutti atti che non coinvolgono solo l’apparato digerente, ma mettono in gioco pensieri impliciti, non detti, non dicibili, sensazioni. Quando prendiamo cibo o quando non lo prendiamo, stiamo in un modo o nell’altro dicendo di noi, della nostra vita, del significato che vi intravediamo o che facciamo fatica a vedere. A messa non si mangia tanto, ma ciò che si mangia dovrebbe avere un potere nutriente. A cosa diamo il potere di saziare la nostra esistenza? Sedersi alla tavola dell’eucaristia richiede di rispondere con onestà alla domanda circa cosa stiamo davvero cercando nel nostro esistere.
Nel Medioevo sono stati codificati i precetti fondamentali della Chiesa, tra cui l’andare a messa almeno la domenica. L’idea dei precetti era quella di segnalare un minimo sotto il quale la fede era seriamente in pericolo. Il rischio è che nella storia sono divenuti “quello che bisogna fare” per dire di avere la fede, addirittura un qualcosa da offrire a Dio. L’inversione sarebbe consumata: dall’invito a sedere alla mensa dove Dio si offre, l’eucaristia diverrebbe ciò che dobbiamo a Dio. Il linguaggio dei precetti sta conoscendo una sua crisi, nel senso che la loro trasgressione non viene più percepita come un atto “grave”. Ma la sostanza rischia di infestare ancora la nostra vita di fede, per cui andare a messa è un “dovere” nei confronti di Dio. Dalla questione non si esce se non prendendo con serietà i nostri desideri: il corpo di Cristo cosa c’entra con il mio desiderare? Cosa voglio che succeda quando mi siedo alla tavola dell’eucaristia? Se desideriamo l’incontro con Dio, allora questa mensa avrà un potere saziante. Se desideriamo meno di lui, e ci accontentiamo di una buona predica divertente, piuttosto che di un canto emotivamente coinvolgente o un gesto particolarmente stravagante, prima o poi parteciperemo all’eucaristia affamati, e sarà una pratica che non ci dirà molto. Occorre essere un po’ mistici per vivere in pienezza l’eucaristia.
Ma non possiamo dimenticare che a messa ci sediamo a tavola con altri. Anche la dimensione comunitaria non è di poco conto. La prima cosa che accade partecipando all’eucaristia è che ci si ritrova: la celebrazione inizia proprio con l’atto di radunarsi. E non è una cosa così semplice! Una delle più grandi difficoltà dei celebranti è quella di presiedere una messa quando i fedeli si siedono uno per banco, occupando tendenzialmente i banchi sul fondo della chiesa, esponendo nella dislocazione una grossa difficoltà nel ritrovarsi a stare vicini. Una delle prove più evidente delle difficoltà che abbiamo con le prossimità fisiche accade nella scelta dei posti come pendolari sui treni: prima ci si siede dove ci sono i quattro posti liberi, poi al limite ci si siede di fronte a chi occupava già un posto, e solo al terzo livello si affronta il disagio di sedersi vicino a qualcuno (dì la verità: non è cosi?!). Non è facile la prossimità fisica. Eppure essere attorniati da fratelli e sorelle non è più bello che avventurarsi tra nemici? L’eucaristia come tavola ci chiede anche di verificarci sulla nostra qualità relazionale come Chiesa.

EROS – “Prendi, questo è il mio corpo” e una frase che senza nessuna difficoltà potrebbe essere contestualizzata in quello che un uomo dice alla sua donna o viceversa. Scrive T. Radcliffe: «Vorrei parlare dell’ultima cena e della sessualità. Può sembrare un po’ strano, ma pensateci un momento. Le parole centrali dell’Ultima Cena sono state: “Questo è il mio corpo, offerto per voi”. L’eucarestia, come il sesso, è centrata sul dono del corpo. Avete mai notato che la prima lettera di san Paolo ai Corinzi si muove fra due temi, la sessualità e l’eucarestia? Ed è così perché Paolo sa che abbiamo bisogno di capire l’una alla luce dell’altra. Comprendiamo l’eucarestia alla luce della sessualità e la sessualità alla luce dell’eucarestia».
C’è dunque una componente erotica dell’eucaristia che non deve essere trascurata. Tra due amanti c’è un codice del corpo che eccede l’ordine delle parole. Donare il corpo significa confidare all’altra persona che potrà contare su una fedeltà che le parole non sono sempre in grado di esprimere. Ci sono tempi e momenti dove addirittura le parole potrebbero essere fonte di fraintendimento: il reciproco dono del corpo esprime che l’altro è per me al di là della comprensione che io adesso potrei avere dal punto di vista verbale o intellettuale.
Anche per la fede vale questa regola. Il Signore Gesù non è una teoria da comprendere, e talvolta l’avventura con lui non è immediatamente comprensibile. Ci sono tempi in cui si sperimenta l’abissalità dell’esistenza. Cristo stesso ha vissuto l’abisso della solitudine e dell’angoscia. La consegna del corpo è l’esperienza di un’affidabilità che eccede la comprensione del momento. Che ci capiti una volta, o forse più, nella vita di sperimentare nell’eucaristia una promessa di affidabilità e di prossimità che eccede ogni parola. Dio è eternamente affidabile non perché è immediatamente comprensibile, ma perché è infinitamente amante.

Manuel Belli

 

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83 thoughts on ““SCANDALOSO: Andrea Grillo presenta l’articolo di un Sacerdote Teologo educatore di un seminario. L’Eucaristia ridotta ad un atto di ‘erotismo’. Chiediamo l’intervento della Santa Sede” di Fra Cristoforo

  1. Sono tutti di questa specie! Questa sera ho partecipato a una conferenza dove un teologo ha detto che l’Adorazione Eucaristica, nella sua essenza, è un abbraccio con Gesù! Ma Tommaso d’Aquino non diceva che “visus, tactus, gustus in te fallitur”? E inoltre ha paragonato l’invisibilità di Dio e il fatto che Gesù non si vede nell’Eucaristia con la corrente elettrica che non si vede, ma se ne vedono gli effetti: paragone banale e indecente! Non si parlava di “mistici veli” una volta?! Non hanno rispetto per l’Eucaristia!

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  2. Lei dice giustamente di interpellare la Santa Sede, e va fatto, per carità. Ma, purtroppo, come lei si sarà ben accorto, questo organismo e il Vaticano, come per bizzarra alchimia, si sono tramutati nell’antico SINEDRIO , che condannò Gesù. Queto perché la narraxione storica del Vangelo ha anche valore di profezia. Quello che è successo al Cristo, succederà anche al suo corpo mistico. Sluti.

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  3. E’ da un bel po’ che scrivo sull’Apostasia della chiesa degli ultimi tempi, ma questa dell’Eucarestia, pane vino e’ eros, neanche l’immaginazione piu’ distolta mi avrebbe portato a pensarla. E’ questo sarebbe un Teologo? uno che dovrebbe insegnare nei seminari? ( Ma la scrittura che cita l’Apostolo Paolo: Chi mangia e beve il corpo e il sangue di Cristo indegnamente mangia e beve la propria condanna. Non la letta mai? ) cose da matti.

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  4. Ma nel Seminario di Bergamo sono almeno 30 anni che si raccontano stronz.. e se vuoi diventare prete devi allinearti. Sará forse per questo che il Signore lo sta svuotando di seminaristi? Tra qualche anno sará usato per accogliere solo imigrati. Comunque tutte le menti teologiche bergamasche che fanno la corte alla cena protestante non rinunciano all offerta di 20 euro della Messa….. quella é meglio che resti cattolica!

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  5. Putroppo posso dire di avere assistito ad un convegno del Belli sull’amore.
    Si presenta come un agnello ma le idee sono tutt’altro che ispirate da Gesù Cristo ma da un lupo/cerbero. Alla fine del convegno ha sostenuto la comunione ai divorziati, ha seminato dubbi sulla Caritá, ha utilizzato il modus operandi di fare esprimere l’opinione dei partecipanti per poi assumere a veritá assoluta tutte le idee emerse rinunciando a pascere il gregge sulla Via, Veritá e Vita(sulla falsa riga del rahnerismo, “chi sono io per giudicare” ecc). Ci si chiede sempre con umiltá come sia possibile che tali soggetti siano posti in posizioni delicate e importanti e vengano incoraggiati anzichè corretti con amore.
    La responsabilitá è da imputare al vescovo Beschi che nel suo lungo mandato ha permesso la proliferazione e ha tollerato tutto ciò che di peggio può dare il clero, anzitutto permettendo la costruzione di chiese moderniste (obrobbriose) e protestantizzanti.

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  6. Il secondo post di Mons. Baronio, dettagliato,e’molto efficace. Tra l’altro mi ha fatto capire perche’ molti anni fa,quando nei giorni feriali,non potendo partecipare alla Messa delle 18, andavo pero’ a ricevere l’Eucarestia,un sacerdote esitava a darmela e cercava di scoraggiarmi. Guarda caso,era il modernista,tra i diversi presbiteri.Tutto torna,e la faccenda del bottone e’ probabilmente tendenziosa,subdolamente in funzione della Intercomunione. Insomma,davvero i modernisti potevano essere assunti alla Pravda ai tempi dell’URSS,come militanti del qui lo dico e qui lo nego.La Nuova Messa,post conciliare, celebrata seriamente e’ valida. E’ la storia di molti,me compreso,che sono del ’54.Dire che l’Eucarestia ha anche una dimensione comunitaria,preghiera dell’Ultima Cena compresa non e’ sbagliato,,solo che poi bisogna vedere dove vogliono arrivare. Il modernista qui lo dico e qui,sotto sotto, lo nego,non e’ piu’ una cosa seria. Semmai tragica, ma seria no.Anche molti tradizionalisti pero’ non mi convincono.Venga lo Spirito a guidare l’Umanita’,perche’ senno’ diventa tutto troppo complicato e inutile.Nessuno e’ giusto giudice in causa propria, dice il proverbio,ma il rigore intellettuale, l’onesta’ interiore,sono amati dal Padre, che viene ad assisterci e ci fa passare attraverso il Figlio. Invece,dove c’e’ ideologia,da una parte come dall’altra,puo’ mancare l’essenziale,e comunque l’ideologia finisce con lo svalorizzare anche quel che ha di buono. Insomma, l’inno alla Carita’ di san Paolo non e’ un optional.Ringrazio mia moglie che mi accetta cosi’,e senno’ ne’ l’avrei sposata ne’ frequentata.La teologia e’ complicata,ma le Beatitudini sono una realta’ intuitiva e un collante.Per fortuna,senno’ dovremmo diventare tutti teologi e non basterebbe neanche.

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  7. Teologo. Un titolo abusato, di questi tempi, da chi ha compiuto degli studi ma che Dio non Lo cerca per niente. E i risultati si vedono.
    Da ogni parte si leggono pubblicazioni di ogni tipo che, invece che chiarire, confondono. Come certe esegesi che ti riempiono di dubbi, invece di toglierteli.
    In questo caso, non ho proprio parole. Che ormai sia tutta una cena e una mensa, lo vediamo da tempo. Che in molti non credano nella Presenza, si capisce dal modo di celebrare, di consacrare e di distribuire… Rimane la comunità, che rendono soggetto attivo di per sé. Prima stiamo insieme, poi il resto. Praticamente il contrario: è il Signore che ci rende fratelli. Correggetemi se sbaglio…
    La parte dell’eros è un pugno allo stomaco. Mi soffermo sulla conclusione: dopo averci rintronato con le sue spiegazioni, dice che Gesù non è una teoria da comprendere. Ma allora, perché deve propinare le sue teorie su Gesù?
    Infine, i soliti giri di parole per dare l’impressione di dire cose profonde (è una cosa che io non sopporto, tanta melassa che non serve a niente).
    Scusatemi, sono veramente una rigidona che non ama i filtri. Preferisco ascoltare parole dure ma chiare.

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  8. Per Cesare Baronio.
    Discorso sostanzialmente condivisibile, eccetto questo passaggio che tutto è meno che una dimostrazione:
    “i farneticamenti blasfemi di questo sedicente professore di Teologia Sacramentaria traggono forza da documenti conciliari; ancora una volta si dimostra, per stessa ammissione di questi eretici, che la legittimazione dei loro errori risiede principalmente nei testi del Vaticano II”.
    Se così fosse, la sacra Scrittura sarebbe per eccellenza la causa legittimante di ogni eresia.

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    1. perché, lei Pantarei (preferisco Cristo Re) accosta i documenti di quel diabolico conciliabolo alla Sacra Scrittura? Ciarpame come Nodstra Aetate, Unitatis Reintegratio, Dignitatis Humanae, oppure l’eretico “subsistit in” di GS 8, oppure i malcelati Semina Verbi (di rahneriana memoria )di Dei Verbum, che propagano eresie e ribellione a Cristo Re, unico Salvatore del mondo, sono degni solo di essere bruciati sulla pubblica piazza, e i loro autori messi in carcere in Vaticano, una volta restaurata Santa Romana Chiesa. Christus Vincit !

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    2. Non concordo, anzitutto perché la Sacra Scrittura è inerrante e di essa abbiamo l’infallibile interpretazione di Santa Madre Chiesa; in secondo luogo perché, a differenza degli atti magisteriali, il Vaticano II si proclamò pastorale, differenziandosi – unico nel genere – da tutti gli altri Concilj ecumenici. In terzo luogo perché molti degli estensori dei documenti conciliari – come dimostrano gli studj critici e l’analisi storica – avevano come scopo esattamente ciò che oggi vediamo, e scelsero deliberatamente un linguaggio equivoco per legittimare il sorgere successivo di deviazioni contenute in nuce in quegli stessi documenti.

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      1. Esatto, l’interpretazione di Santa Madre Chiesa!
        Il mio pensiero riguardo la libertà religiosa, l’ecumenismo, il subsistit (LG 8), lo si può leggere nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

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  9. Caro Fra Cristoforo, che dici un esorcismo potrebbe rinsavirlo?
    Ormai siamo alla pura follia, e tutto per spianare la strada all’intercomunione con i protestanti.

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  10. Anguera 16 gennaio 2018: “Cari figli, non dimenticate gli insegnamenti del passato. Amate e difendete la verità. Verranno giorni in cui la verità sarà disprezzata e in molti luoghi regnerà ciò che è falso. Credete nel Vangelo del mio Gesù e siate fedeli al vero magistero della sua Chiesa. Ecco il tempo dei dolori per i giusti. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Io sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per condurvi alla verità. State attenti. I nemici agiranno e ci sarà grande disprezzo per il sacro. Soffro per quello che vi attende. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Avanti nella difesa della verità…”

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  11. Chi vi credete per giudicare? Forse vi sentite superiori? Ecco, forse stare zitti sarebbe meglio. Pure i gestori del sito dovrebbero evitare di sobillare gli invasati… forse che sono anche loro tali?

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    1. Gentile “Uno con due dita di testa”,
      il suo commento dimostra la sua totale incomprensione del problema.
      Invece di preoccuparsi dei nostri peccati di giudizio, si preoccupi delle profanazioni a Gesù Cristo. Quello, si, che è importante. Se è venuto a scrivere qui dentro deduco che avrà qualche interesse per la Fede Cattolica. Ecco, si faccia un ripassino, a partire dalla base. Il fatto che lei, come altri, sappiate solo dire parole come “invasato”, dimostra che non è capace di addentrarsi in un confronto sui contenuti. Peccato che si rimanga a un livello di tale superficialità.

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    2. Siano lodati Gesù e Maria!

      Caro “uno con due dita di testa”
      le cito San Paolo – che ovviamente é Parola di Dio – nella Prima lettera ai Corinzi (1Cor 2;12-16):
      “Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
      Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore
      in modo da poterlo dirigere?
      Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

      L’uomo spirituale – che é rinato da acqua a Spirito Santo – DEVE per forza di cose poter giudicare, non può essere cieco e fare finta di nulla. Se non altro perché deve potersi fare un esame di coscienza, così come il “rimprovero fraterno” indicato dal Signore (prima a quattr’occhi, poi con due-tre testimoni, ecc…) implica che un giudizio bisogna darlo. L’UOMO SPIRITUALE GIUDICA OGNI COSA E NON È GIUDICATO DA NESSUNO, perché ha in sé il Giudizio di Dio.

      Con questo stesso post, però, faccio una riflessione che applico a me in primis e poi vorrei estendere a tutti coloro che sentono di condividere lo stesso dubbio: “Signore, ma sto facendo peccato? parlo, straparlo, ascolto peccati altrui, riparlo di peccati altrui…Signore cosa sto facendo? Illuminami. Dammi il tuo Giudizio, dammi il Tuo modo di vedere le cose affinché possa giudicare cosa sto facendo, dammi la Tua Sapienza”

      Ci ho meditato un po’ su, e non sono ancora sicuro di avere la risposta piena e completa. Con l’aiuto dello Spirito Santo proverò a condividere con voi quello che mi sembra di aver capito. Andrò schematico.

      a) qui si tratta della Fede Divina e Cattolica. Della Salvezza eterna, perché se si finisce fuori dalla Chiesa Cattolica (quella vera, non quella contraffatta), si perde la Salvezza.

      b) qui si parla di eretici, di sacrilegi, di gravi offese verso Dio e di malefatte di gente che un giorno dovrà rendere conto a Dio.

      c) “QUAL È LO SCOPO di questo blog per me?” Penso che ognuno dovrebbe farsi questa domanda e rispondere sinceramente. Davanti a Dio e non davanti agli uomini. Non serve rispondere con post a questa domanda; bisogna farsela e farsela davanti a Dio.

      Se leggo il blog e sono qua a leggere gli articoli perché sto cercando di capire cosa succede, sono in una fase di confusione (“é il Papa…però dice e fa cose che vanno contro il Signore e la Dottrina Cattolica, ecc…”) – allora é giusto leggere e cercare di capire, perché NON si può essere ciechi di fronte all’eresia; bisogna aprire gli occhi, convertirsi e starne alla larga.

      Se leggo il blog perché mi va di sparlare dei preti, della Chiesa, ecc… allora sono SICURAMENTE in peccato grave, con offese gravissime verso la Sposa Santa di Cristo ed i Suoi Ministri. Stiamo parlando del Dio Altissimo e di quello che sulla Terra sono la Sua rappresentazione visibile!

      Se leggo il blog perché voglio avere l’ultima news e l’ultimo spiffero, pronto a parlarne ai 4 venti con l’idea di farne sensazionalismo…pecco sicuramente contro la Carità, perché l’ultima cosa che Dio vuole é parlare e parlare dei peccati altrui, favorendo lo scandalo fra i fedeli, l’allontanamento della Chiesa e dai Sacramenti.

      “Qual é lo scopo?” mi domando io ancora, ed ognuno deve domandarselo. Personalmente lo scopo é: a) quello di leggere cosa sta succedendo nel mondo (quindi scopo INFORMATIVO), il più asettico possibile, b) trarre dal male un insegnamento di “rinforzo” della Dottrina Cattolica che viene di volta in volta attaccata e di conseguenza c) cercare di vivere NELLA Chiesa Cattolica, andandomi a cercare un Santo Confessore, un Santo Sacerdote, una Santa Messa Cattolica (secondo il rito di sempre) e cercando di conformare nel silenzio e nel nascondimento la mia povera vita ai voleri del Signore.

      Pertanto, carissimo “uno con due dita di testa” grazie per la tua sollecitazione, anche se polemica. Ma questo blog ha lo SCOPO UNICO di informare quanti più cattolici possibili su quello che sta succedendo, nella maniera più asettica possibile (ma un giudizio deve esserci, perché l’uomo spirituale giudica secondo Dio, deve riconoscere il bene ed il male). È verissimo però che il grande rischio che si corre (in primis gli autori del blog, che sicuramente pregano incessantemente per fare molto discernimento e non cadere nelle trappole del demonio) é quello di andare in una sorta di “superbia spirituale” con la “caccia all’untore”.

      Guardiamo a cosa ha fatto il Signore Gesù per cercare di apprendere da Lui, anche se magari l’insegnamento non ci piace di primo acchito. Non ci piace perché ci mette in chiaro imbarazzo. Di fronte all’adultera colta in flagrante (quindi un CHIARO PECCATO, anche pubblico) il Signore non disse: “no, lei non ha fatto niente”, perché ovviamente aveva peccato – e gravemente – ma a chi voleva darle addosso disse: “chi di voi é senza peccato, scagli la prima pietra”.

      FACCIAMO attenzione a differenziare il ruolo dei Sacerdoti, Ministri Santi di Dio che hanno lo scopo di fare i “cani da guardia” del gregge per l’Unico Pastore – e che quindi possono permettersi alcune azioni che noi non abbiamo in quanto non ne abbiamo l’auctoritas – dai fedeli laici. Un Ministro del Dio Altissimo può tuonare dicendo: “questo é peccato! State attenti!” ma allo stesso modo i fedeli non possono fare altrettanto. Non trasformiamoci in Sacerdoti, stiamo al nostro posto. Leggiamo ed ascoltiamo il blog, le news, guardiamo i segni dei tempi (la Monaca é sempre là che guarda il fico in attesa che il ramo si faccia tenero e che metta foglie…), ma non confondiamo i ruoli: i Sacerdoti sono i “cani da guardia”, noi il “gregge”.

      Avrei da dire tante altre cose, ma lascio lo Spirito Santo ad illuminare ciascuno di voi. Io faccio “mea culpa” per primo.
      Una santa serata.

      Ave Maria

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      1. …forse (ma lascio il discernimento a Fra Cristoforo), post che per quanto condivisibili, inneggiano chiaramente insultando qualcuno – per quanto eretico – andrebbero bloccati. Rimaniamo “asettici” (non mi viene un’altra parola per spiegare il concetto) per evitare peccati e scandali, anche bloccando i post (i miei per primi).

        Ad esempio, se dovessi dire: “omissis é proprio un pazzo ed andrà a sfracellarsi all’inferno con tutto quello che ha fatto: ..” ed inizio ad elencare cose (anche giuste!), probabilmente Fra dovresti bannarmi. Perché alimento lo scandalo, sparlo, facendo peccato e facendo fare peccato a chi mi legge.

        Tu sei un Sacerdote ed hai un ruolo, io ne ho un altro. Altrimenti é come se i figli in casa iniziassero a fare come i genitori: i ruoli sono differenti, le cose che fa un genitore hanno uno scopo che i figli non possono (e non devono) copiare.

        Lascio a te il discernimento e di comprendere le mie parole che forse non sono state tanto chiare.

        Ave Maria

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        1. …magari un post dove dai un “codice etico” del Blog: non verranno pubblicati post con (esempi):

          – bestemmie
          – post litigiosi
          – volgarità e trivialità (San Paolo dixit…)
          – che favoriscono lo scandalo
          – offensivi per le orecchie pie
          – forieri di ulteriori mali
          – ecc…

          giudizio insindacabile: Fra Cristoforo in quanto Sacerdote di Dio (e poi Fra…te la vedi tu con il Signore, perché tu hai l’auctoritas che Dio ti ha dato e sta a te usarla al meglio…)

          Santa notte.

          Ave Maria

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          1. Caro Sursum Corda, mi permetto solo una domanda che vorrebbe essere spunto per la riflessione: Che senso ha scrivere “Santa Messa Cattolica (secondo il rito di sempre)”? Ai Cattolici ciò che interessa è la santa Messa Cattolica di sempre a prescindere dal rito. Quest’ultimo, infatti, non solo è cambiato più volte nel tempo, ma è stato (ed è) molteplice anche nello stesso tempo. Basterebbe andare a leggere cosa insegna la Chiesa Cattolica nel suo CCC ai nn. 1200-1209. Cf. anche il n. 1125.

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            1. Siano lodati Gesù e Maria!

              Carissimo,
              grazie per l’appunto. In effetti il rito é molteplice e mi sono espresso male (anche se in realtà ci siamo capiti). La S. Messa cattolica di rito latino (romano ed ambrosiano).

              Che poi il rito sia stato cambiato più volte nel tempo anche questo é giusto, ma perché legato ad una maturazione ed una presa di coscienza da parte degli uomini di Chiesa del Sacramenti. Sacramenti che ad un certo punto sono raggiunti a “maturazione” tale da essere sigillati e non più modificati; si veda il Denz 1613: “Se qualcuno afferma che i RITI tramandati e approvati dalla Chiesa cattolica, soliti ad essere usati nell’amministrazione solenne dei sacramenti, possano essere disprezzati o tralasciati a discrezione senza peccato da chi amministra il Sacramento, o CAMBIATI da qualsivoglia pastore di chiese CON ALTRI NUOVI RITI: sia anatema.”

              Nessun nuovo rito, nessun pastore può farlo (ed il Papa é sempre un pastore). Quando – sempre nel Concilio Tridentino – ci fu il decreto sul peccato originale – applicabile ad ogni uomo nato da donna – furono molto chiari ad inserire la formula finale che (parafraso) escluse da quanto appena affermato sul peccato originale la Madre di Dio. Quindi le eccezioni, era chiaro che dovessero essere espresse nel testo, dato che il testo era volutamente dogmatico. Parimenti, se il Papa era da escludere dalla categoria “qualsivoglia pastore” sarebbe stato scritto, non sottointeso.

              Ave Maria

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              1. Il testo citato ribadisce il valore dei riti in uso (perché ricevuti e approvati nella Chiesa Cattolica) e dice che un pastore ecclesiastico qualsiasi non ha l’autorità per intervenire su di essi. Chi ha l’autorità è la Chiesa Cattolica, ma soltanto per le parti suscettibili di cambiamento. Es. Pane e vino si possono cambiare? No, perché di istituzione divina.

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                1. Giusto, giustissimo. Ma anche il testo del Concilio di Trento é di origine Divina, proveniente dallo Spirito Santo e completamente Vero ed infallibile.

                  Grazie per il confronto civile e senza urlare o straparlare in deliri di onnipotenza come alcuni incivili che ci sono in questo blog. Siamo qua tutti per aiutarci e comprendere, io per primo. Una santa serata

                  Ave Maria

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                  1. No, Sursum Corda, di istituzione divina significa proprio istituito da Dio, dal Signore. Il Concilio, invece, è cosa “umana” (lo Spirito Santo c’è con la sua assistenza) e rientra nel Magistero della Chiesa. Magistero che non è al di sopra della Parola di Dio e perciò non può cambiare ciò che il Signore ha stabilito. Prova a vedere il CCC nn. 74-100. Buona serata anche a te.

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                    1. Siano lodati Gesù e Maria!

                      …però é il Magistero che ha stabilito cosa é Parola di Dio e cosa no…

                      Una santa notte.

                      Ave Maria

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    3. Caro Due Dita di Testa (?!),

      ma perché non segue Grillo Andrea, Spadaro Antonio, Tornielli Andrea & Soci, che sono proprio della sua barricata e dimostrano anch’essi di avere dù ghèi de cervèl?
      Eviterebbe almeno di insultare altri a titolo gratuito, cosa che nuoce alla salute della sua anima.
      Le auguro un 2018 ricco della Verità di Nostro Signore Gesù Cristo, e sotto la protezione della Santa Vergine Benedetta,

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  12. Non siete altro che dei tradizionalisti con la mente chiusa. Non vi innovate affatto. Prendete le singole parole e ne date scandalo. Chi vi credete di essere? Perché non contestualizzate quello che uno dice? Anche nella Bibbia c’è scritto che Dio non esiste. Allora dovremmo dire che la Bibbia dice sciocchezze? No perché nella Bibbia tale affermazione, se contestualizzata è giusta perché è seguita da “così dice lo stolto”. Capisco perché tanta gente critica i preti. Non ha logos quella gente….

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  13. Orribile, terrificante, abominevole, sacrilego all’ennesima potenza. Poveri seminaristi in mano a diavoli di questo calibro! Che preti verranno fuori?

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  14. Alcuni mi hanno rinfacciato che anche nel Cantico dei Cantici si parla di un amore passionale/erotico tra Dio e l’Uomo.
    Sinceramente gli ho risposto che Gesù nell’Eucarestia è presente anche nelle sue Virtù di Castità e Purezza…

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  15. Tutto questo non fa che confermare che siamo alla soglia del prossimo passo, cioé: Revelation 13, 18: ‘Here is wisdom. He that hath understanding, let him count the number of the beast. For it is the number of a man: and the number of him is six hundred sixty-six’ ( Ὧδε ἡ σοφία ἐστίν. ὁ ἔχων νοῦν ψηφισάτω τὸν αριθμὸν τοῦ θηρίου· αριθμὸς γὰρ ανθρώπου ἐστίν. καὶ ὁ αριθμὸς αὐτοῦ χξς´).
    Ritengo questo non é che l’inizio delle doglie affinché χξς (ovvero 666 ma nei codici piú antichi ci sono soltanto le tre lettere greche che possono significare un (cog)nome, ma c’é il numero!) il quale d’altronde é molto probabilmente un greco, possa calcare le scene mondiali. Chi vivrá, vedrá. Il vescovo in bianco prepara soltanto l’arrivo del suo capo. Il santo Precursore Giovanni Battista predicava conversione e ordine per ricevere il Creatore fatto Uomo; quest’altro fa chiasso (hagan lío!) per ottenere caos e cosí dare il benvenuto al greco χξς (666). Niente piú niente meno. La tribolazione sembra essere alle porte. Saluti.

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  16. In sintesi:abbiamo i mistici,dei secoli passati, abbiamo la Valtorta:che bisogno c’e’ di Belli e di Grillo?Anche sull’Eucarestia la Valtorta ha riportato cose interessanti, ma neimodi piu’ pertinenti a seconda dei capitoli. Per esempio sul Genesi:come doveva essere il concepimento dei figli,(analogo a quello di Maria,su iniziativa di Dio)Volendo poi si puo’immaginare che il Belli insegue vagamente una idea cosi’,quando dice dell’Eucarestia che e’ ricevere una offerta, mentre viene intesa diventa da parte nostra come offrire.(credo che dovrebb’essere entrambe le cose ,ma con iniziativa di Dio.Per la verita’,quando Papa Francesco I parlo’ dell’Adorazione, la descrisse come farsi vedere e attendere.Non parlare, al massimo una parola, e aspettare).)A modo suo il Belli potrebbe ,in questo,non esser affatto antropocentrico,anzi,essere mariano..Lo vedete che la Carita’ tutto crede, tutto spera ,e sopra tutto, tutto “sopporta.Vediateci del buono, in quel povero figliolo…non fatene un simbolo… 🙂 .Mi diverto anche, ma dico sul serio.Bisogna piuttosto togliere i teologi che cercano il potere e si fanno il clan.Oltreche’ inutili, infatti sono dannosi. Come Grillo.

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  17. “La Dottrina della Transustanziazione e del Sacrificio Eucaristico ci consegnano delle valide risposte alla questione su “cosa” e’ l’Eucarestia.Resta inevasa la questione sul ” cosa accade”nell’Eucarestia”. Fin qui ci siamo,niente da dire,e a mente fredda e’ giusto partire da qui(Lo so che mi rendo antipatico,ma sono sempre stato cosi’ fin da giovane:e’ una mia vocazione.Mio fratello mi odiava per questo ma sapeva che non poteva pestarmi,al massimo derubarmi).Quindi ,da teologo,tende e cerca di dare risposte all’uomo contemporaneo.Dice che anche san Tommaso era curioso e ardito.Curioso ce l’ho messo io, perche’ curioso mi sembra il teologo Manuel Belli.Sopra tutto, mi sembra che sopravvaluti la necessita’ di riempire,di vedere, lo spazio tra il “cosa e'” e il “cosa accade”.Insomma,si prendono troppo sul serio.Usando la sua disinvoltura,direi che rappresenta come quello che a un pranzo di Matrimonio suona,o anche a un pranzo al ristorante piu comune:fa il suo lavoro con discrezione,non esagera, prende la paga, e basta.Cosi’ dovrebb’essere.Non serve diventare centrale.Nemmeno se sei amico del Papa.Non so se mi spiego.Senno’ e’ come quando danno alla Magistratura il ruolo di protagonista assoluta:lo senti che qualcosa sotto c’e’,che la cosa e’ strumentale.Che non dura.Il dono della Scienza, uno dei 7 dello Spirito Santo,sembra scarseggiare.Pazienza se e’ una malattia di gioventu’.Piu’ grave se si tratta di gente avanti con gli anni, dato che proprio quel s. Agostino che citano li sconfessa:s. Agostino, con gli anni, tendeva a prendere distanza dagli affetti umani,senza sconfessarli.e non si annoiava.Manuel Belli si capisce che si annoia un po’, ma nel suo tentativo di uscirne,visto che anche gli tocca, e lo vuole pure,esprime velleita’e suggestione fantasiosa:la lingua batte dove il dente duole e forse produce solo un embrione di tentazione, ben fasciato.Purtroppo sono poi i tempi storici drammatici che s’incaricano di rimettere le cose a posto,in generale.Ma anche voi non esagerate:odiatemi,se volete, ma non fate le zitelle , e gli zitelloni isterici.Anche questo,a modo suo,potrebbe sapere di” soffitte, ragnatele, cimeli di famiglia”,come diceva san Giovanni Paolo II profetando sull’Europa …attuale e prossima.Ogni stagione ha i suoi venti:mica si possono scegliere.Pero’ evitate le forzature :la Carita’,che si compiace della Verita’,quando c’e’ da accusare,tende a stare un passo indietro piuttosto che avanti.Lo sapete che Dio ricompensa le buone opere, e anche gli sforzi in buona fede di chi e’ ignaro di se’,e se non puo’ farlo nell’altra vita, lo fa in questa:voglio dire che e’ preciso ed equo anche con quelli che si dannano.Allora facciamo anche noi cosi’:evitiamo di estrapolare per poi vedere tutto bianco o tutto nero(frase famigerata),e classificare il bianco come inganno,o menzogna.Il Belli ha riconosciuto la dottrina vera, “cosa e’ “l’Eucarestia.Dite che fa come la Pravda in URSS:la premessa non conta, bisogna leggere in mezzo?Ma chi l’hadetto che avere ragione in anticipo sia un merito(Lefebvre compreso?).Davvero pensate che il mondo e la fede li salverete voi?Attivi,si’, attivisti non e’ da re.Gli attivisti erano gli Apostoli, finche’ c’era Gesu’ con loro.Il re era Gesu’.Strano:non dite mai che torneranno i re.Non vi sono congeniali?None’ con l’azione diretta dei media,e delle pressioni relative, che Cristo vince e vincera’.Difatti i media sono quasi tutti in mano ai nemici di Cristo.

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      1. …Monaca! Lascia che ci illumini (ha detto così nell’ultimo Enigma biblico). Sei oscurantista…

        Ave Maria

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        1. Adesso sei recidivo, nel far dire agli altri quel che non hanno detto,e allora non scherzo.Tendi a essere infame,altro che cristiano, un vero poveretto.Se hai una sorella, cerca d’imparare da lei a essere uomo.La monaca non basta.Anche perche’ suo nonno ne aveva solo due,e’ un problema:per mediare con te , ne servono almeno 3.Ciao compagnuccio della parrocchietta.

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          1. angpgl ho la benedizione del Frà per mandarti affanculo, te ce mando mo’ o in altra occasione…tanto per quello che scrivi le occasioni non mancheranno. Santa giornata eh…. e statti tranquillo…

            Sarebbe meglio ignorarlo così non risponde ad ogni post, anche perché è solo un disturbatore.

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            1. Monaca,dica quel che vuole,come anche ben felice se non risponde,ma penso che dovrebbe parlare per se’ e non dare indicazioni agli altri.L’animosita’ non depone a suo favoreNon meriterebbe risposta,e infatti rispondo a lei solo formalmente,ma in realta’ dico una cosa in cui credo,come al solito,e la dico andando per la mia strada(in certi casi,ognuno per la sua):se io volessi mandarla aff,lei o chiunque altro,prima lo farei,lealmente, e poi eventualmente mi prenderei il rimprovero o la benedizione del gestore,e non viceversa.Sara’sbagliato, ma lo sento piu’ pulito.

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      2. A dire il vero non so nulla della persona Manuel Belli…ho ragionato in generale,e scritto in modo contorto.Pero’,se davvero e’ superdotato,concedetegli delle attenuanti. 😉

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    1. @angpgl
      Più che antipatico sei piuttosto contorto e oscuro. Almeno per me: faccio molta fatica a comprendere esattamente quello che avresti voluto dire. Le involuzioni non mi sono congeniali.
      In Corde Matris

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    2. @angpgl sarei totalmente d’accordo con lei pressoché su ogni periodo,frase e considerazione da lei fatta.. Se non fosse che stiamo disquisendo indegnamente de Gesù Sacramentato e non del flipper di MdM. Tutte le sue argomentazioni sarebbero valide se l argomento fosse qualcosa di terreno a cui potremmo applicare l insegnamento di Qeleth. Ma Gesù Eucarestia non è di questo mondo: è un mistero di fede e come tale va trattato e quindi preservato integro per poterne fare memoriale.qualsiasi svilimento o umanizzazione è indegna e l’unico atteggiamento possibile è il Santo Timore onde non perderne l amicizia.Stanno scherzando con le verità rivelate nel vangelo e da duemila anni di fedele magistero trasmesso da padri della chiesa,santi ,martiri e confessori della fede.Paganizzare il Santo dei Santi non sarà di edificazione a nessuno .

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      1. Provo ad essere più semplice. Qui non c è molto da discutere :si tratta di rinunciare a satana voltandogli le spalle e prostrarsi ai piedi dell altare in adorazione e riparazione.

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      2. Vero,i modernisti si prendono e sono presi troppo sul serio.Pero’ l’argomento principale gliel’ho tolto ,al Manuel Belli, e ho cercato di capire la persona, l’anima Manuel Belli.Per concepirlo come umano e non come demonio.Ho detto che l’ambito giustoe’ il Genesi,per quei discorsi,e infatti nella Valtorta, vengono fatti nel Genesi.Dove Eva e Adamo fecero il contrario di quel che fanno due cristiani che si sposano correttamente col Sacramento:questi chiamano Cristo in mezzo a loro,e Gli affidano l’iniziativa nela procreazione, cosi’ come era ed e’ nel progetto di Dio.Quelli,vollero escluderlo per appropriarsi del potere di procreare,trascurando il fatto che l’anima e’ creata da Dio al momento del concepimeto,e quindi i tempi e i modi sono i suoi.Ma quel “puro palpito di Carita'”di cui dice la Valtorta, che solo sarebbe bastato per procreare,viene da Cristo,e in qualche modo forse ,si puo’ pensare che Manuel Belli ne abbia vaga nostalgia,o almeno che intuisca la relazione tra Cristo-Eucarestia-Matrimonio-Procreazione.

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        1. E’ una forzatura. Solo Dio scruta i cuori e dei sofismi cosi’ arditi sono troppo anche per una discussione al bar per accompagnarci il cappuccino con la propria vanità. Non ho letto tutto della Valtorta e non la leggo perche’ e’ effettivamente insidiosa, si tende poi a dare per scontate cose che non lo sono davvero. Trovo che le sue argomentazioni siano vagamente contaminate da un certo gnosticismo che a volte mi ricordano il Rapanelli dei bei tempi quando tentava di giustificare l’ingiustificabile dietro a mirabolanti e spericolate interpretazioni pentadimensionali del pensiero e delle convinzioni altrui. Se da un lato condivido l’esaltazione della carità , non puo’ esserci carità di fronte alla menzogna spacciata per verità. La Menzogna è negazione della Carità. Solo nella Verità puo’ esserci Carità e Sursum con la sua enciclopedica erudizione inserisce nel giusto contesto la Carità. Anche io quando preso da mille impegni istituzionali passo davanti alla chiesa senza la voglia di andare a salutare il SS Sacramento mi dico:” e se ci fosse mia moglie o mia figlia li non correrei a trovarli ? come posso non passare almeno un minuto a salutare il mio Signore? ” ma da questo a configurare amplessi hyperurani mi pare che ci passi il baratro che esiste tra Inferno e Paradiso. Quanto alla Genesi che lei cita la meraviglia del testo bibblico non ha bisogno di alcuna aggiunta mistica o pseudotale. Appena scacciati dal Paradiso terrestre e decaduti dallo stato di grazia cosa fanno Adamo ed Eva ? Si “conoscono” bibblicamente e “acquistano un uomo dal Signore”:che meraviglia ogni opera del Signore, prima di scacciarli gli ridà dignità vestendoli e uno scopo per vivere dopo la morte del peccato. Già dal primo istante dopo la caduta inizia la Storia della redenzione. La nostalgia della perfezione si coltiva con la penitenza come ci insegna Santa Maddalena dei Pazzi, non con gli sproloqui sul Santissimo Sacramento. Quel prendiamo per buona la Transustanziazione è una pugnalata al cuore della Fede e al SS Cuore palpitante di Nostro Signore prigioniero d’Agape nel tabernacolo. Il resto sono gli spruzzi di maiali che vogliono sporcare col fango delle loro elucubrazioni le vesti immacolate dei fedeli, con tutto il rispetto per i maiali.

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          1. Lei non sta ai fatti.Oggettivamente,mi sembra che lei non stia ai fatti.1)Parla di sofisma,dove non c’e’ una premessa data per certa,da parte mia(cioe’ la nostalgia della perfezione in don Belli:sono d’accordo che si coltiva come insegna la Santa che lei cita,ma io ho solo ipotizzato,e non per difendere nessuno,ma per cercare di capire,se lei permette,e anche se non permette,e questa e’ Carita’:non quella molto presunta sua e di chi pare a lei che c’entra come i cavoli a merenda, tra l’altro.O forse no,trattandosi di meschinita’.Altra cosa sarebbe se io avessi avallato quel che dice don Belli…ma se ha letto e capito davvero quello che ho scritto deve riconoscere che ho fatto il contrario.Forse scrivo arabo.Il sofisma lo fa lei,in uno scritto anche velenoso e contraddittorio,come tutti gli scritti fatti col sangue agli occhi e spirito di fazione,quindi carnale.Lo dico giudicando dai fatti ,non pretendendo di scrutare i cuori,non sono padre Pio,e gli altri a cui Dio diede e da’ chiaroveggenza,perche’ in me non c’era nessuna animosita’,mentre lei,ipocritamente, prima dice che solo Dio scruta i cuori,e poi si contraddice parlando di bar cappuccini e vanita’,al solo scopo di schizzare e sporcare come quei maiali di cui parla.Si vergogni.Mille impegni istituzionali per non saper distinguere mele da pere.Lei mi ricorda quell’aspirapolvere di Mauro,ex ministro della difesa,visto che siamo in tema di sciocchi paragoni.2)Lei parla vagamente di gnosticismo,nel senso ,credo di capire, d’ immanentismo.Pero’ non sa argomentare nello specifico:manca un passaggio logico e concettuale fondamentale.Forse anche qui lei scruta i cuori,a tempo perso?Si contraddice anche qui.Trasecolo:io parlo di palpito di pura carita’,citando la Valtorta,ma questa e’ Dottrina, non c’entra la Valtorta:Adamo ed Eva erano chiamati a moltiplicarsi senza la concupiscenza,le risulta il contrario?Ma siamo pazzi,o cosa???L’Eucarestia e’ l’ESATTO CONTRARIO dell’Immanentismo gnostico.E’ Trascendenza che ci attira,non e’ che fa uscire da noi il divino…ci attira,siamo noi che siamo mangiati,anche se apparentememte mangiamo.Questo avviene attraverso il Mistero dell’Incarnazione,concepita prima ancora del peccato degli Angeli:di cui ,anzi,fu occasione accidentale,come lo e’ una prova davanti a cui si cade.L’umano viene divinizzato,nel Mistero.Un collegamento tra Seconda Persona della Trinita’,Creazione, Incarnazione, Eucarestia ,Matrimonio,Procreazione, e’ Dottrina,non lo invento io. O forse le risulta che i laici sposati non possono santificarsi e non sono chiamati alla santita?Fosse cosi’,allora ( e’ tanto balordo
            cio’ che ha scritto che finisce col portarmi nel suo terreno… dovrebbero essere vietati i rapporti onesti e aperti al Concepimento anche all’interno del Matrimonio! ). Poi,cosa in realta’ pensi e dica (e non dica) don Belli,sono fatti suoi,e tra l’altro io non so nulla di lui,solo quello che ha postato Mons.Baronio.A me ,di per se’, non interessano ne’ modernisti ne’ palloni gonfiati come uno che lei cita,che neanche capiscono quello che leggono e ti attribuiscono il contrario di quel che hai detto. CHIARO???Ma cosa crede lei,tra mille impegni istituzionali,di avere a che fare con me come uno dei molti di trova nel suo ambiente??Stia al suo posto,piuttosto.

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          2. Provo a rispondere di nuovo,perche’ la replica non e’ entrata, e se non entra, pace e bene e ognuno per la sua strada.Giudichera’ Dio.Lei mi accusa di sofisma e di vago gnosticismo immanentistico.Sofisma significa dare per certa una premessa sbagliata:quale sarebbe la premessa sbagliata che avrei dato per certa?Non lo dice L’unica cosa che ho dato per certa ,e’ la Dottrina sulla Transustanziazione e sulla Messa Sacrificio incruento.Il resto e’ nella sua presunzione di scrutare i cuori…appunto.Infatti accusa anche di vanita’.Mi sembra che si contraddica:non e’ precisamente uno scritto sereno.Quale” vago gnosticismo”?L’Eucarestia e’ l’esatto contrario di gnosticismo e immanentismo.Sembra che mangiamo,ma siamo mangiati.Siamo attirati .Ma capisco che quando gli animi sono surriscaldati,ripetere quello che sembra scontato non e’ affatto inutile. Troppe etichette date all’insegna della “Carita’:vanita’,sofisma,gnosticismo e ,infine, maiali.Maiali spero non lo dica a me,semmai lo dica a chi lo puo’ dire.Ho parlato del Matrimonio cristiano da sposato cristiano,una sola volta e tuttora vivo con mia moglie, in un modo in cui nessuno qui ha parlato,e devo leggere queste accuse ignoranti e arroganti.Se siete impazziti,non lo so,allora parlate tra voi.Ognuno per la sua strada.Non ho detto ne’ inteso dire nulla di diverso da quello che sul tema disse il card. Caffarra,proprio partendo dal Genesi,e citando san Giovanni Paolo II:se ne faccia una ragione… Del resto,come e’ vero che anche i laci sposati cristiani sono chiamati alla santita’,e’ di conseguenza altrettanto vero che c’e’ una relazione tra Seconda Persona della Trinita’-Incarnazione-Eucarestia-Matrimonio-Procreazione.Grazia e sacramento collegano Eucarestia e Matrimonio.Ah…piano coi maiali,almeno nel mio caso,senza precisare di chi parla.

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            1. Due repliche a un post pacatissimo e che non voleva in alcun modo esserle d’offesa. Veleno ? Stia al suo posto ? Meschinità ? Le sia di conforto che sono così col sangue agli occhi che solo dopo 3 giorni mi sono accorto che aveva risposto alle mie considerazioni al suo post.Lei piuttosto siccome il blog non rispondeva all’urgenza di vomitare le sue sentenze nel momento stesso in cui le ha partorite ci ha pure omaggiato di una riedizione riveduta e corretta. Alla terza ristampa facciamo il cofanetto. Mette in bocca alle persone cose che nessuno le ha mai detto o inteso,ci costruisce sovrastrutture utili a fare apparire lei la vittima di persone bieche e cattive mentre lei è nel giusto e unico in grado di elargire sapienza , a patto che le si rivolga con la dovuta deferenza. Ha dato a persone che neanche conosce del : pallone gonfiato (niente di più lontano dalla realtà ) del meschino e dell’infame. Si trovi uno bravo perche’ di fronte alle sue farneticazioni non c’e’ nulla da argomentare .Lei e’ solo un provocatore affetto da proiezione delirante che non ha nulla da insegnare a nessuno. Lascio a lei l’ultima parola perchè tanto sono sicuro da persona matura quel’è si farà una ragione se non discutero’ con lei neanche del tempo atmosferico su questo blog in futuro.

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  18. Signore Dio, ti preghiamo di suscitare, come nei tempi passati, santi e fedeli teologi che docilmente, aprendo il loro cuore e mente allo Spirito Santo, possano offrire a tutta la Chiesa, nuovi rari tesori di profonda sapienza, a lode, gloria e onore di nostro Signore Gesù Cristo.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

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  19. Questo pretaccio è uno sporcaccione, un lubrico figuro che oltraggia il Santissimo Sacramento con dei discorsi scandalosi, insinuati con malizia infernale “La transustanziazione? prendiamola per buona“, bestemmia ripugnante, con l’alibi ipocrita e farisaica del mettersi al riparo da possibili contestazioni.

    Questo individuo (https://pbs.twimg.com/profile_images/416245953394270209/YXQnJj1P_400x400.png) osa insinuare che il Miracolo ineffabile della conversione delle Specie Eucaristiche abbia un che di magico, ed echeggia in modo inquietante quell’orribile balocco protestante che, durante la persecuzione dei Cattolici in Inghilterra, venne giudicato così offensivo da esser proibito addirittura dal Sovrano, capo della setta anglicana.

    Quel giocattolo infernale, conosciuto come Jack on the box, era fatto di una scatoletta da cui usciva un pagliaccio azionato da un congegno a molla, al pronunciare le parole “Hocus pocus” (infame deformazione della formula consacratoria), per schernire la fede dei Cattolici nella Transustanziazione.

    Sconcerta che le parole vergognose di questo indegno sacerdote, riportate con compiacimento dal vituperando Grillo, si accompagnino ad insinuazioni sessuali, rivelatrici di un’indole perversa e viziosa, quasi il Signore volesse concedersi ad un turpe amplesso, anziché farsi celeste nutrimento dell’anima.

    I disgustosi seguaci di questa setta, che rivaleggiano in oscenità con i peggiori epigoni dell’eresia luterana, hanno in Bergoglio il loro degno vissillifero: il quale, proprio ieri, ha dimostrato simile irriverenza verso il Santissimo Sacramento con una battutaccia irriguardosa sull’ubiquità di Nostro Signore nel tabernacolo.

    Se il fuoco della santa ira di Dio nell’abbattersi sulla Terra per ridurre in cenere i Suoi bestemmiatori dovesse bruciare anche i giusti, sarebbe mille volte preferibile ad assistere a questo vomitevole stillicidio di empietà da parte del clero rinnegato della neo-chiesa.

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      1. Caro fra’ Cristoforo,
        mi permetto di aggiungere alcune osservazioni:

        – “In un post di alcune settimane fa (qui) identificavo una serie di limiti nel linguaggio teologico della tradizione cattolica, legato ad una comprensione statica e astratta della presenza del Signore Gesù Cristo, del suo corpo e del suo sangue, nella cena eucaristica“: Grillo parla di cena, mentre la Santa Messa NON E’ la cena, come la intendono i Protestanti, bensì la ripetizione incruenta del Sacrificio del Calvario, di cui l’Ultima Cena fu viceversa mistica anticipazione. Infatti Nostro Signore, in quella occasione, disse “Quod pro vobis tradetur – Qui pro vobis effundetur“, “Che sarà offerto per voi – Che sarà sparso per voi“, usando appunto il futuro, poiché la Passione sarebbe avvenuta l’indomani.

        – “Dal punto di vista storico il Concilio risponde alle tre contestazioni dei riformatori riproponendo con equilibrio la dottrina tradizionale sull’eucaristia“: si parla di riformatori e non di eretici protestanti, come se la diffusione dell’errore fosse opera di riforma, e non causa di dannazione per le anime, oltre che di offesa alla divina Maestà.

        – “Sacrosanctum Concilium ci ricorda infatti che le categorie di interpretazione teologica non sono l’unico luogo di comprensione dell’eucaristia, la quale essenzialmente può essere considerata “nei suoi riti e nelle sue preghiere”“: i farneticamenti blasfemi di questo sedicente professore di Teologia Sacramentaria traggono forza da documenti conciliari; ancora una volta si dimostra, per stessa ammissione di questi eretici, che la legittimazione dei loro errori risiede principalmente nei testi del Vaticano II.

        – “Non è allora questione di “dire diversamente” o addirittura “contro” rispetto ai contenuti classici sul trattato dell’eucaristia, ma di iniziare a dire “altro”“: dire qualcosa “diversamente” sarebbe temerario, dire “altro” è eretico.

        – “Non sono riflessioni “contro” alcuna dottrina classica… semmai sono “contro una teologia del contro” che, se prova ad avventurarsi su terreni inediti, legge immediatamente polemica ed eterodossia“: l’affermazione della Verità cattolica IMPONE conseguentemente e logicamente anche la formulazione di CONDANNE degli errori che ad esse si oppongono. Questo atteggiamento di don Belli presuppone l’intenzione di non voler considerare come precipuo compito di vera Carità – intesa come Virtù teologale – non solo di istruire l’ignorante, ma anche di ammonire l’errante, mostrandogli l’errore perché quello non vi cada e questo lo abbandoni.

        – “Vorremmo però attenerci a un livello di costatazione: non è difficile naufragare in considerazioni semi-magiche: «Il prete dice “questo è il mio corpo”; io non vedo e non tocco nessun corpo ma solo del pane e del vino; prendiamola per buona!» Non dobbiamo nascondercelo: spesso nella tradizione abbiamo rischiato di porre talmente tanta enfasi sull’idea che quel pane e quel vino non sono più tali ma corpo e sangue di Gesù e sul fatto che i sensi non devono ingannare anche se vedono solo pane e vino che abbiamo rischiato di pensare in modo un po’ magico alla realtà della presenza del corpo di Cristo.” Attribuire una valenza magica all’azione del ministro validamente ordinato che consacra con retta intenzione le specie del pane e del vino significa umiliare il più santo Miracolo della Fede cattolica, accettando che l’ineffabile prodigio operato dal sacerdote per ordine di Nostro Signore – “Ogni volta che farete questo, lo farete ricordandovi di Me” – possa esser giudicato con il criterio dello scettico o dell’empio. E quando nel corso della storia lo stesso celebrante o altre persone ebbero a mettere in dubbio la validità della Transustanziazione e della Presenza Reale, si verificarono centinaia di miracoli (http://www.miracolieucaristici.org/it/Liste/list.html) volti proprio a confermare la Fede nel dogma santissimo custodito gelosamente dalla Chiesa.

        – “Una storia un po’ triste potrebbe aiutarci a comprendere meglio. Un padre era stato deportato in campo di concentramento con la figlia, che però non è sopravvissuta al terribile viaggio. Il padre, prima di separarsi dal corpo della figlia, ha strappato un bottone dal suo cappotto e l’ha portato con sé. Quando si è dovuto a sua volta spogliare e le guardie gli hanno intimato di aprire la mano che stringeva il bottone, egli si è rifiutato e ha pagato con la vita questo rifiuto. La guardia ha preso il bottone dalla sua mano e l’ha gettato via con disprezzo. Ora, cosa era per quel padre quel bottone, se non il corpo della figlia? Forse, senza evocare un caso così drammatico, tutti abbiamo nei nostri cassetti o nei nostri diari quel biglietto di autobus, quell’oggetto, quella lettera che ti ricorda quella tal persona a cui sei affezionato. Non è un po’ il suo corpo, ciò che ti lega a lei nell’attesa di un incontro?” Queste similitudini sono assolutamente inaccettabili, perché attribuiscono un valore affettivo e simbolico (ammissibile per le cose umane) ad un vero e proprio evento, come se un pezzo di pane “rappresentasse” il Corpo di Cristo, cioè adottando la dottrina eretica della transignificazione al posto della Transustanziazione.

        – “Con l’occhio dell’amore può succedere almeno quello che è successo per quel padre e il bottone della figlia. È tutto ciò che abbiamo del corpo di Gesù, e non è poco. Solo un vuoto intellettualismo potrebbe pensare che un simbolo è soltanto una realtà di serie B. “: con queste parole viene confermato questo concetto erroneo di don Belli, il quale tra l’altro scrive “corpo di Gesù” con la minuscola, proprio a sminuire l’adorazione che ad esso è dovuta non in virtù di un sentimento opinabile e personale del fedele, ma per la realtà della Presenza intera, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità del nostro Dio e Signore Gesù Cristo. Ripeto: non è l’atteggiamento soggettivo del fedele a creare una realtà simbolica, bensì la potenza del Sacramento istituito da Dio che, per mezzo del sacerdote, muta il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, mantenendone le apparenze sensibili.

        – “È difficile immaginare cosa vedremo quando potremo veramente contemplare il corpo del Signore, ma forse non vedremo qualcosa di molto diverso rispetto a un pane spezzato e a un buon calice di vino“: qui siamo alla bestemmia, specialmente con quella indecente espressione “un buon calice di vino”, come se si trattasse di una degustazione o di un brindisi da osteria. E questa visione vergognosamente orizzontale e sacrilega del Santissimo Sacramento è frutto diretto del concetto di “cena” che nasce dall’eretico art. 7 della Institutio Generalis Missalis Romani promulgato da Paolo VI, e poi modificato senza cambiare però il rito che da quella concezione eretica era informato e plasmato.

        – “Uno sguardo come quello di Madre Teresa di Calcutta, di Giovanni Paolo II o di frère Roger di Taizè non sfigurano accanto all’eucaristia” : si noti l’accostamento blasfemo tra creature (compreso un eretico come frère Roger) e Creatore, e l’uso ostinato della minuscola nella parola “eucaristia”.

        – “La messa è un pasto ritualizzato. Vero: possiamo fare molto meglio nella celebrazione perché questa dimensione divenga particolarmente evidente” […] “A messa prima di tutto si mangia“: la Messa (con la maiuscola!) è un sacrificio ritualizzato, non un pasto. Il sacrum convivium si ha alla sacra mensa, quando il fedele si nutre del Pane degli Angeli. E si noti che, per la dottrina cattolica, la consumazione del Sacrificio è operata dal solo celebrante, mentre la comunione dei fedeli è accessoria (ancorché lodevole), ma non essenziale alla Messa. Non a caso il Concilio ha praticamente abolito la pratica della comunione fuori dalla Messa, perché considera la Messa una cena, che perde senso se ad essa i partecipanti non mangiano. Ma la Messa NON E’ una cena, e chi lo afferma è eretico. La comunione fuori dalla Messa, inoltre, sottolinea il permanere della Presenza Reale nel Ss.mo Sacramento, cosa che i Protestanti negano assieme ai modernisti. Per questo nelle chiese moderne il tabernacolo non si trova più al centro della chiesa, sull’altare, sotto la Croce, ma viene confinato in un angolo dove può adorare il Signore solo chi ancora crede in Lui.

        – “ Nel Medioevo sono stati codificati i precetti fondamentali della Chiesa, tra cui l’andare a messa almeno la domenica. L’idea dei precetti era quella di segnalare un minimo sotto il quale la fede era seriamente in pericolo. Il rischio è che nella storia sono divenuti “quello che bisogna fare” per dire di avere la fede, addirittura un qualcosa da offrire a Dio. L’inversione sarebbe consumata: dall’invito a sedere alla mensa dove Dio si offre, l’eucaristia diverrebbe ciò che dobbiamo a Dio“: ma l’obbligo di santificare le feste discende direttamente dal comandamento di Dio, ed è un atto di religione cui l’uomo è tenuto nei confronti di Dio. Fare la comunione non fa parte di questo atto di religione, e la Chiesa comanda che ci si comunichi almeno a Pasqua, raccomandando tuttavia di comunicarsi spesso, se si è ovviamente in grazia di Dio. Mentre don Belli sostiene che non ha senso sedersi a tavola per non mangiare, il Cattolico crede che alla Messa ci si inginocchia a contemplare Cristo che, a nome della Chiesa di cui Egli è Capo, si offre in sacrificio a Dio Padre per glorificarLo, per redimerci dai nostri peccati e far discendere sulle anime dei vivi e dei defunti la Grazia.

        – “ La prima cosa che accade partecipando all’eucaristia è che ci si ritrova: la celebrazione inizia proprio con l’atto di radunarsi “: un’altra eresia. La Messa è un sacrificio offerto dal solo sacerdote, valida anche se egli è da solo, perché tutta la Chiesa trionfante in cielo e quella sofferente in Purgatorio si inchina dinanzi al celebrante, che offre in persona Christi la Vittima immacolata. La dimensione “comunitaria” della Messa è un’eresia protestante fatta propria dal Concilio e che nulla ha a che vedere con la dottrina cattolica. Non a caso il Novus Ordo prevede che vi sia un rito “sine populo”, e nei fatti le Messe private sono andate scomparendo, così come sono proibite dal Concilio le Messe celebrate agli altari laterali durante la celebrazione della Messa all’altar maggiore.

        Non commento le oscenità sull’eros dell’Eucaristia, che meriterebbero di esser punite esemplarmente dal braccio secolare.

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        1. Io personalmente non la sopporto più questa cantilena del “pasto”, “cena”, “mensa”, perché per me povero cretino e uomo della strada, la cena è quando vado da Mario o alla bocciofila Tripoli, mi siedo a un tavolo e mi portano la lasagna o i tortellini e la birra; e lì mi alzo che ho fatto un pasto!
          La Messa non è dove mangio, è dove c’è il banco, l’altare, il Sacerdote e la Comunione, e dove c’è la Presenza Reale di Gesù, concetti chiari, duri e puri imparati al Catechismo che ho avuto la fortuna, nonostante i primi anni 80, di aver studiato su un bel libretto marrone di poche pagine, che noi chiamavamo di “san pio ics”, in cui era scritto tutto quello che dovevamo sapere in materia e su cui il parroco ci interrogava con intransigente, benedetta severità.

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        2. Reverendo Monsignore, mi permetta di dirle che Lei, nei suoi commenti puntuali a quanto riportato in neretto, è stato signorilmente parco di aggettivi. Sinceramente, man mano che rileggevo i “neretti”mi veniva davvero da vomitare, e alle sue impeccabili osservazioni avrei aggiunto molti, e molto meno impeccabili aggettivi.

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        3. Grazie Monsignore,
          da lei apprendiamo sempre e più ci confermiamo nella fede. La ringrazio.
          Ho una particolare sensibilità per l’Eucaristia che, noto, è forte e presente in tutti noi che seguiamo questo blog.
          Non puoi dirti cristiano e non avvertire la necessità dell’Eucaristia.
          Se avverti la necessità dell’Eucaristia non puoi non essere Cattolico.
          Ma quale cattolico? Mai avrei pensato, dall’esterno, a tanta divisione nella Chiesa e proprio su questo punto che è centrale, fondamentale.
          Le ideologie sono divisive ma qui non è questione di ideologia.
          Dovendo cercare, se non altro per come ben presentarsi alla Comunione, a chi rivolgersi, eccomi seguire oltre questo blog anche il suo.
          Pur non considerandomi un tradizionalista solo da questi ambienti si può avere risposta su cosa veramente la Chiesa dice.
          Quanta Chiesa ancora ci sia è il problema che angustia e addolora un po’ tutti noi.
          Ho avuto la ventura di procurarmi e leggere, e pagina dopo pagina con maggiore coinvolgimento, questo testo “Come Cristo ha celebrato la prima Messa (o l’Ultima Cena del Signore)” Rev. Fr. James L. Meagher, sacerdote americano vissuto a cavallo tra i due secoli (1848-1920), nominato ‘Dottore in teologia’ da papa Leone XIII, è stato un celebre autore di numerosi testi di liturgia e storia tradizionale.
          Ne ho tratto beneficio.
          Lo segnalo a tutti gli amici, non mi viene facile dire fratelli, e se Monsignore potesse darci un placet, una messa appunto, se il caso e lo desiderasse, sarebbe bello.
          Grazie anche a Fra Cristoforo che ci ospita e ci complimentiamo per il “rebus” Il marchio della bestia”.
          Ave Maria

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          1. Michele De Nittis sta per Cristiano
            senza volerlo sono uscito dall’anonimato.
            Lo ha voluto il computer sono analfabeta anche di questi aggeggi.

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  20. Ma per favore! Qualcuno mi spieghi che senso ha rivolgersi alla Santa Sede dove si sta preparando l’abominio della desolazione per lamentare ciò che fa o che dice questo teologo facente parte di quello stesso manipolo, e che da tale manipolo è stato quasi sicuramente incaricato di preparare il terreno per tale abominio: come Giovanni Battista era il Precursore incaricato di spianare la strada a Cristo , questo è uno dei “precursori” che spianano la strada all’anticristo (si sa pure che il demonio è la “scimmia”di Dio!)
    Ma ci si può davvero aspettare ancora qualcosa di buono da questo vescovo Bergoglio, o da chi lo circonda e gli lecca i calzini? Da questo individuo riguardo al quale, come ho già detto, ormai anche i sassi dovrebbero mettersi a gridare che è un usurpatore della Sede Apostolica, un eretico e molto probabilmente (come giustamente dice Sursum) anche qualcosa di molto peggio? Da uno il cui modo di agire rispecchia esattamente quello del padre della menzogna? O aspettarsi qualcosa di buono da coloro dei quali costui si è circondato facendo piazza pulita di tutti quelli che FORSE gli si sarebbero in qualche modo opposti?
    Questa iniziativa decisamente non riesco a capirla. D’accordo che il cristiano deve essere ottimista, ma qui andiamo molto oltre ad un sano ottimismo, e non dico altro… Per carità, lasciatelo lì dov’è, quell’individuo, sugli aerei a pavoneggiarsi dei suoi sproloqui e a celebrare fasulli matrimoni in alta quota per poter avere ancora un po’ di attenzione mediatica. Se davvero pensate di potervi rivolgere al Nemico per ottenere qualcosa, allora smettete di scrivere quei (sacrosanti) articoli per farci capire a che punto di obrobrio si è giunti là dove un tempo era la Sede di S. Pietro.

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    1. A nulla di tutto ciò cara amica mia, serve però a far loro sapere che all’occorrenza ‘na supposta de glicerina non gliela facciamo mancare… 😏

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      1. Grazie per la risposta, Monaca! Sì, credo che tu abbia proprio ragione! Ma a questo punto sono arrivata al vomito irrefrenabile. Ma come ben sai non c’è un male che non ci sia anche un bene: ho una tale nausea che finalmente mi metterò a digiunare e a fare penitenza!

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      2. MdM
        ” ‘na supposta de glicerina non gliela facciamo mancare… ”
        Ehmmmmm, Monaca te sei scordata che dinanzi alla glicerina ce và la…..nitro, è più robusta .

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  21. Questi hanno le menti pervertite come il loro capo. Ricordo affermazioni simili dette dalla cantante madonna, che è tutto dire.

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  22. Santa Teresa d’Avila: “… Un giorno, appena comunicata, mi fu dato d’intendere che il Corpo Sacratissimo di Cristo viene ricevuto nell’interno dell’anima dallo stesso Suo Padre. Compresi chiaramente che le Tre Divine Persone sono dentro di noi e che il Padre gradisce molto l’offerta che gli facciamo di Suo Figlio, perché gli si offre la possibilità di trovare in Lui le sue delizie e le sue compiacenze anche sulla terra. Nell’anima abbiamo soltanto la divinità, non l’umanità, perciò l’offerta gli è così cara e preziosa, che ce ne ricompensa con immensi favori”…
    Il mio padre spirituale, ( conobbe padre Pio quando era ancora in Seminario e divenne poi suo figlio spirituale), diceva che anche la mistica non si insegna più nei seminari, e quando prendeva in mano il Rosario era sempre oggetto di derisione da parte dei suoi compagni … San Luigi M. Montfort c’insegna il punto importante che dobbiamo praticare su questa terra per raggiungere il fine voluto da Dio, cioè il Paradiso: ” Dio vuole che la Sua Santa Madre Maria sia ora più che mai conosciuta, amata e onorata… con la Grazia e i lumi dello Spirito Santo, nella pratica interiore e perfetta devozione a Lei per appartenere ugualmente a Gesù Cristo…e come Dio ha voluto incominciare e compiere le Sue più grandi Opere per mezzo di Lei, conviene credere che non muterà sistema nei secoli dei secoli…” A Fatima la Madonna conferma: Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato che… alla fine trionferà…
    Prosegue il Montfort: “…i devoti che si affideranno a Lei senza riserva, saranno fuoco ardente, ministri del Signore che metteranno tutto il fuoco dell’Amore Divino, ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e ben uniti a Dio per portare il profumo di Gesù Cristo e tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno di fronte il diavolo e i suoi seguaci e passeranno da parte a parte, per la vita o per la morte, con la spada a due tagli della Parola di Dio, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell’Altissimo…”.
    Ecco le nostre “armi”: la SS. Eucaristia, la Croce, la Preghiera, la Parola di Dio, i Santi e la Madonna, Regina del SS. Rosario, Vittoria per uomini non più persi…
    Auguri di santità nella Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica…

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  23. Grillo, …… di turno, studioso e seguace di demonologia, non ha finora trovato il giusto scanno nella SANTA CHIESA, lo ha trovato comunque altrove, (perché tali concetti vengono dal diavolo).
    “..chiunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli..”
    Questo è il risultato del suo maestro. LA SUPERBIA.
    Basta guardare i suoi occhi per capire che non è un messaggero di pace.
    Dalla fissazione che c’è oggi, dentro il vaticano, cioè SESSO, il discepolo non poteva essere diverso dai suoi maestri, difensori LGBT.
    Le bestemmie hanno sempre un colore ed una voce molto fastidiosa.
    Ho una grande pena per coloro che non si abbassano ad obbedire alla VERITA’ di CRISTO, proprio perché la superbia li governa; sono capaci così di annullare, modificare, il progetto salvifico di Dio rivelatosi nella PAROLA DI GESU’ CRISTO…”il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno..”
    Dico con amore e dolore, per ognuno che può perdersi dentro tali eresie, prima che sia tardi RAVVEDITI, perché non sappiamo né il giorno né l’ora di quando il Padre ci chiamerà.
    CRISTO E’ IL RE DELL’UNIVERSO

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  24. Escono allo scoperto ora che in Vaticano c’è chi c’è. Ai tempi di. B. XVI non si sarebbero azzardati. Ciò significa due cose a mio vedere:che questi scellerati sanno benissimo quello che dicono,(non condivido il “perdona loro perché non sanno quello che fanno”e che questo è proprio il tempo della prova , durante il quale Nostro Signore ci tenta in modo particolare (il”non indurci in tentazione” del Pater è proprio giusto) per vedere chi è davvero fedele e chi fa finta. Lui lo sa da sempre chi fa finta, ma vuol metterlo allo scoperto perché non accampi né scuse ne attenuanti.

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  25. Una e-mail alla Congregazione per la distruzione della fede? E un’altra alla Segreteria del Despotato Vaticano? Caro Fra Cristoforo, non mi sarà mica diventato un’ingenuo?
    Preghiera e catacombe ci attendono, e la vittoria finale di Nostro Signore. Scusi se è poco.

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  26. Figlio di satana

    Figlio dello sterco di satana

    Io non vedo l’ora che venga il Castigo…

    Lo so che se la Mamma lo trattiene è perché vuole evitarci inferno a milioni di anime in un colpo solo, e dolori e lacrime indicibili…

    Mi spaventa, in sé, il castigo.

    Non voglio che nessuno finisca nel fuoco eterno.

    Ma non se ne può più…

    Non se ne può più!!!!!!

    Castigare vuol dire “rendere casti”?

    Che venga presto!!!

    Se non vogliamo convertirci, obbedire a Dio, per Maria, che venga la Purificazione.

    L’apostasia dalla sommità è il peggiore dei castighi (spirituali):
    senza pastori fedeli, chi caccerà a pedate nel sedere questi preti e “teologi” eretici, apostati, spudorati, blasfemi e sozzi???

    “Corrompere il popolo per mezzo del clero e il clero per mezzo nostro”!
    (Motto programmatico della setta massonica, di circa un secolo fa)

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  27. Di questi sedicenti teologi mi vien solo da dire: DIO CONFONDE LA MENTE DI CHI SI FA SAPIENTE.

    Perdere quel sano timore di Dio e anche, se mi passate, quell’atteggiamento di sentirsi ignoranti e indegni, davanti a tali misteri, porta all’eccesso e alle VACCATE (scusa Monaca) di questi dotti.

    Io personalmente che sono di media cultura, leggendo le parole di questi “personaggi”, non sento alcuna spinta spirituale, alcuna devozione, alcun amore per il Cristo.

    Ci vedo solo masturbazione mentale (in questo caso, per la loro testa, il paragone regge).

    Monaca di Monza, ti autorizzo solo per questo articolo a dire una parolaccia. Te lo dice Pio Quinti.

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  28. Ricordo benissimo che quando Padre Livio era ancorato all’Ortodossia e denunciava a RadioMaria le degenerazioni pre e post conciliari, raccontava spessissimodelle AGGHIACCIANTI E-MAIL che gli mandavano in forma anonima i giovani seminaristi denunciando la nuova folle Teologia che sin da allora ( GiovanniPaolo II e Benedetto XVI regnanti) era presente nei docenti dei Seminari ( tipo : Gesù capi di essere Dio ad una certa età, non subito……..). Adesso sotto questo Pontificato c’e il liberi tutti….manderò anche io email a destra ed a manca….

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    1. Questi sanno fin troppo bene quello che fanno. Chi semplicemente non ha fede, non si lancia a ridefinire qualcosa che è già stato definito per sempre dalla Chiesa! Semplicemente non ci crede. Ma queste parole immonde rivelano non più soltanto la coda, ma anche il volto perverso e orribile del loro vero e solo padrone!

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      1. E meno male che il greco, a differenza dell’italiano, distingue tra “eros” che non è donare ma prendere, perché è l’amore inteso come desiderio sessuale, creato espressamente per la procreazione e l’unione intima e completa di maschio e femmina, e “agape”, che invece è l’amore come donazione di sé [cuore, mente e corpo (qui inteso come forza fisica)] per il Bene dell’altro! Agape non è dunque voler prendere, ma voler donare e insieme all’altro realizza una forma di unione espressamente spirituale! La donazione del proprio corpo, considerata in chiave sessuale, è invece l’atto che compensa “eros” , ossia il desiderio del corpo dell’amata, e appaga allo stesso tempo il desiderio che ha l’amata del suo sposo. “Il corpo della donna appartiene all’uomo, il corpo dell’uomo appartiene alla donna!” Scrive San Paolo.. Come sappiamo è strategia consolidata del nemico quella di diffondere l’immoralità travisando il significato profondo dei termini.. E le parole più travisate e storpiate, a mio avviso, sono proprio le più importanti: libertà e amore. Anzi! Il travisamento più grande sta proprio su quest’ultima e proprio perché si fa confusione tra “eros” e “agape”! Un capitolo a parte poi, meriterebbe la distinzione sulle diverse forme di amore (inteso come agape) , perché è chiaro che l’amore di coppia è diverso da quello fraterno, o da quello per un genitore o da quello che proviamo per Gesù, nostro Signore e nostro Dio! È sempre luce, ma di colori diversi.. E parlando dunque della coppia, è solo per questa specifica forma di amore (che per sua natura può avvenire soltanto tra uomo e donna!), che esiste l’eros! Solo con essa di armonizza e solo in essa può sublimarsi nel porre in essere la vita!

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  29. L’unica cosa che si potrebbe dire, seriamente, è che si tratta pur sempre di un rapporto sponsale di Cristo Sposo con la singola anima e con la Chiesa-Sposa. Ma è una intimità profonda spirituale che non è dato se non per Grazia e non a tutti di sperimentare con i sensi (in genere l’effetto più comune è la pace e la gioia intime e profonde…). Ma la cosa più grave è che costoro dimenticano che l’offerta del Corpo del Signore è fatta innanzitutto al Padre in espiazione al nostro posto… Delle cose grandi di cui non si può parlare, perché si corre il rischio di profanarle con un linguaggio grossolano, conviene tacere…

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  30. La linea è superata da troppo tempo ormai e la falla è incontenibile. Questo prete indegno insegna in un seminario dove si allevano i pochi preti del futuro. Bella roba… Meglio sarebbe chiuderli tutti i seminari. E l’attuale congrega di vescovi cosa fanno oltre a pettinare le bambole? Il castigo che temo in arrivo sarà devastante. Armiamoci del santo Rosario!

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    1. Concordo pienamente con lei, Gian, visto che satana è penetrato così profondamente nel clero, a tutti i livelli, papa incluso, non ci può essere altra via d’uscita che un diretto intervento dall’Alto per sconfiggere questo esercito di indemoniati, invasati, posseduti; loro i veri fanatici, integralisti, ostinati e cocciuti nel voler imporre a tutti le loro eresie, il loro culto di satana, con la seduzione del falso buonismo (misericordia per chi resta nel peccato, punizioni per chi vuole uscirne e santificarsi, poiché “porta la divisione nella sua comunità”) oppure a bastonate (come fatto con i FF I, don Minutella, don Pappaladro, i professori cattolici, ecc.). Ovviamente tacciano noi di integralismo, per non far apparire il loro diabolico integralismo, da Bergoglio in giù : non era sufficiente il modernista Ratzinger, no, serviva un satanasso mille volte peggiore, l’uomo giusto per i cardinali massoni. Siamo alla mercè di un cesaropapismo diabolico, ma ne usciremo presto, spero. L J C

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